Attualità | 25 aprile 2026, 06:21

La Champions League "a scrocco" nei bar ha i giorni contati: scattano i blitz della Finanza

Il Nucleo speciale beni e servizi ha lanciato una vasta operazione a livello nazionale per scovare i locali pubblici che trasmettono le partite europee utilizzando abbonamenti pirata

Immagine generata con ausilio dell'AI

Immagine generata con ausilio dell'AI

La scena è un classico delle serate di metà settimana: il bar del quartiere o il pub affollato di tifosi, tutti con gli occhi incollati al maxischermo per godersi le gesta della propria squadra del cuore in Champions League. Tra una birra e un commento tecnico, però, si nasconde spesso un segreto illecito: l'abbonamento che permette la visione della partita potrebbe non essere del tutto regolare.

È proprio per scovare i cosiddetti "furbetti dello streaming" che il Nucleo speciale beni e servizi della Guardia di Finanza ha lanciato in questi giorni una massiccia operazione a livello nazionale, battezzata non a caso "Action day", puntando i fari proprio sugli esercizi commerciali che trasmettono le sfide europee.

Non solo diritti d'autore, nel mirino anche il fisco

Le fiamme gialle, in collaborazione con i comandi provinciali sparsi su tutto il territorio, hanno deciso di alzare il livello di attenzione in concomitanza con i momenti clou della stagione calcistica. L'obiettivo principale è contrastare la dilagante pirateria audiovisiva, ma l'attività ispettiva non si ferma al semplice controllo del decoder.

I blitz nei locali pubblici si trasformano infatti in un vero e proprio "esame ai raggi X" dell'attività. Oltre a verificare la lecita diffusione dei contenuti protetti dal diritto d'autore, i finanzieri stanno approfittando di questi accessi mirati per controllare a cascata anche vari aspetti di natura puramente amministrativa e tributaria.

Il danno (occulto) all'economia sana

Ma perché tanto accanimento contro quello che molti considerano un peccato veniale? La Guardia di Finanza spiega chiaramente il motivo: trasmettere una partita "a scrocco" non è solo una palese violazione della proprietà intellettuale, ma si traduce in una spietata forma di concorrenza sleale.

Il ragionamento è semplice: il barista che decide di non pagare il costoso (ma regolare) abbonamento business per i locali pubblici, affidandosi al "pezzotto" o a piattaforme illegali, gode di un vantaggio economico ingiusto rispetto al collega della via accanto che invece rispetta le regole e paga profumatamente i diritti tv. Questo comportamento, avvertono le fiamme gialle, finisce per danneggiare l'intero sistema economico e l'industria dell'intrattenimento, con ripercussioni negative che si abbattono anche sui lavoratori dell'indotto.

Per chi sperava in un fuoco di paglia, le notizie non sono buone. I finanzieri hanno già annunciato che gli "Action day" a sorpresa nei pub e nei ristoranti proseguiranno senza sosta anche nelle prossime settimane, in concomitanza con i nuovi eventi sportivi ad accesso condizionato.

Redazione

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Elisabetta Testa

Da giovane giornalista creativa, scrivo di persone dalle storie incredibili, che hanno Asti nel cuore, che ne conservano un dolce ricordo, che qui ci hanno messo radici e che, orgogliosamente, fanno conoscere la nostra città in altre terre.
Orgoglio Astigiano è la storia di un salto, personale e professionale; è un invito a riscoprire se stessi attraverso le testimonianze di chi ce l'ha fatta.
Orgoglio Astigiano per me è sinonimo di scelta: la mia e quella degli altri.
Per questo ho voluto scrivere in prima persona ogni articolo della rubrica, convinta di riuscire a portare anche te nel mio mondo.
Requisiti richiesti? Bisogna lasciarsi andare. Più che farti intervistare, ti devi guardare dentro. Senza aver paura di raccontarmi ciò che ci troverai...

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