Agricoltura | 27 aprile 2026, 10:04

10mila agricoltori Coldiretti in mobilitazione al Brennero: “L’agroalimentare vale 707 miliardi, patrimonio da difendere”

Tra le fila anche Coldiretti Asti con la presidente Monica Monticone e il direttore Giovanni Rosso

10mila agricoltori Coldiretti in mobilitazione al Brennero: “L’agroalimentare vale 707 miliardi, patrimonio da difendere”

10mila agricoltori di Coldiretti si sono mobilitati oggi al Brennero per chiedere una revisione della normativa sull’ultima trasformazione sostanziale nell’attuale codice doganale. Una modifica che, secondo l’organizzazione, consentirebbe agli agricoltori di recuperare almeno 20 miliardi di euro, risorse che in questa difficile fase potrebbero contribuire a mitigare l’effetto rincaro dei costi di produzione e combattere gli aumenti dei prezzi al consumo. A causa della guerra in Iran, energia, gasolio e concimi sono andati alle stelle, con complicazioni anche per l’approvvigionamento, mettendo a rischio semine e produzione alimentare e favorendo l’incremento di alimenti ultra-trasformati.

Coldiretti Asti presente al seguito di Prandini e Gesmundo

Alla mobilitazione ha partecipato anche una delegazione di Coldiretti Asti al seguito della presidente Monica Monticone e del direttore Giovanni Rosso, ancora una volta accanto al presidente nazionale Ettore Prandini e al segretario generale Vincenzo Gesmundo. “Con il Brennero – dichiara il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo – prosegue un percorso di mobilitazione volto a rivendicare un cambiamento non più rinviabile. Al centro c’è la madre di tutte le battaglie sindacali: la revisione della normativa sull’ultima trasformazione sostanziale nel codice doganale, un meccanismo che penalizza il lavoro agricolo nazionale e altera profondamente la trasparenza del mercato. Una distorsione che indebolisce il sistema produttivo e inganna i consumatori. Questa battaglia per l’origine ha ottenuto pochi giorni fa un risultato storico, con l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta ‘Legge Caselli’, giunta dopo oltre un decennio di impegno e fondamentale per rafforzare la lotta alle agromafie”.

Prandini: “Fondamentali i contratti di filiera”

“L’agroalimentare rappresenta una filiera strategica per il Paese, che vale 707 miliardi di euro e garantisce 4 milioni di posti di lavoro, ed è proprio per difendere questo patrimonio che siamo qui oggi”, sottolinea il presidente Prandini. “Non si tratta solo di un contributo al Pil, ma di un netto presidio economico, sociale e occupazionale sui territori, che non può più essere esposto agli effetti distorsivi del codice doganale. Oggi assistiamo a meccanismi che alterano la concorrenza, comprimono il reddito degli agricoltori e compromettono l’immagine del vero Made in Italy. Per questo, è fondamentale rafforzare strumenti come i contratti di filiera, che rappresentano una risposta concreta per garantire equità lungo tutta la catena del valore”.

Monticone: “Intervento europeo per restituire chiarezza”

“Servono accordi chiari e trasparenti che valorizzino la materia prima agricola e consentano di redistribuire correttamente il valore”, prosegue Monica Monticone. “Per queste ragioni, chiediamo con forza un intervento a livello europeo che consenta di superare le attuali distorsioni e di restituire agli Stati membri la possibilità di definire, con chiarezza, l’origine dei prodotti a partire dalla materia prima agricola. Non si tratta di penalizzare l’industria di trasformazione, ma di ristabilire regole eque e trasparenti lungo tutta la filiera”.

Rosso: “Il cibo è sicurezza nazionale, la pace è condizione indispensabile”

“Il cibo è una componente strategica della sicurezza nazionale e il tema dell’origine incide direttamente sulla sovranità economica del Paese. Difendere il valore della produzione agricola – conclude Giovanni Rosso – significa tutelare un interesse collettivo e garantire autonomia in un settore essenziale. In questo quadro si inserisce anche il tema della pace. I conflitti in corso stanno già producendo effetti devastanti sulle filiere agricole, sui costi di produzione e sul potere d’acquisto delle famiglie. E, ancora una volta, a pagarne le conseguenze economiche sono agricoltori e consumatori. La stabilità internazionale è una condizione indispensabile per difendere la sovranità alimentare ed economica: dire no alla guerra è una scelta etica e morale, in grado di incidere direttamente sulla tenuta economica delle imprese e sulla sicurezza del Paese”.

Le richieste approderanno giovedì a Roma al tavolo del Commissario europeo

Queste richieste approderanno giovedì a Roma direttamente al tavolo del Commissario europeo alla Salute, Olivér Várhelyi, perché si arrivi a decisioni immediate e concrete, non più rinviabili. La mobilitazione è sostenuta dalla campagna #nofakeinitaly sui canali social ufficiali di Coldiretti.

Redazione

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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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