Riceviamo e pubblichiamo la risposta del consigliere regionale Sergio Ebarnabo alle riflessioni di Carlo Cerrato sulla Banca di Asti:
Cerrato invoca strategie, poi quando la Regione ne propone una concreta la liquida con una battuta. Il microcredito non è beneficenza, non è un rattoppo e non è una distrazione dalla sanità: è credito vero per chi oggi dalle banche spesso non ottiene nulla.
La Regione Piemonte si occupa di sanità, certo. Ma deve anche difendere commercio, artigiani, partite IVA, piccoli negozi, attività familiari e paesi che rischiano di spegnersi. Pensare che una cosa escluda l’altra significa non conoscere il territorio reale.
L’ordine del giorno che ho presentato va esattamente nella direzione che tutti dicono di volere: meno assistenzialismo, più strumenti; meno parole, più accesso al credito; meno salotti, più economia reale.
Se la Banca deve fare la banca, benissimo: allora aiuti davvero chi produce, lavora e tiene vivi i nostri centri. Ma se il sistema bancario non arriva fino all’ultimo commerciante o alla piccola partita IVA, la politica ha il dovere di costruire strumenti perché il credito torni ad essere accessibile.
Questa non è confusione di ruoli. È buon senso. Ed è esattamente ciò che serve al Piemonte ed alla provincia di Asti.
Sergio Ebarnabo










