Asti | 03 maggio 2026, 14:03

“Lundes d’ji Feu”: Azione propone di trasformare i botti in musica per proteggere i nostri animali

Il partito chiede uno show multimediale di luci e laser al posto dei fuochi tradizionali: “Non serve il rumore per fare festa”

“Lundes d’ji Feu”: Azione propone di trasformare i botti in musica per proteggere i nostri animali

 Il Lunedì di San Secondo rappresenta il cuore delle celebrazioni cittadine, con la tradizionale serata pirotecnica sul Lungotanaro. Eppure, per migliaia di famiglie astigiane che vivono con un animale, il cosiddetto “Lundes d’ji Feu” si è trasformato nella notte più difficile dell’anno: infissi chiusi, musica alzata per coprire i boati e l’ansia di vedere i propri compagni a quattro zampe terrorizzati. 

A denunciarlo è Azione, che ha presentato una proposta per evolvere la tradizione senza rinunciare alla festa.

Il partito, per voce del coordinatore provinciale Mario Bovino , non chiede di abolire l’appuntamento ma di sostituire i fuochi tradizionali con uno Show Multimediale di Luci, Laser e Musica.

 L’obiettivo è eliminare lo stress acustico per cani, gatti e fauna selvatica, trasformando il Lungotanaro in un teatro a cielo aperto. La proposta prevede una colonna sonora coinvolgente al posto delle esplosioni, oltre a proiezioni spettacolari: fasci laser di ultima generazione capaci di disegnare nel cielo i simboli di San Secondo, le torri di Asti e le bandiere del Palio.

Non serve il rumore per fare festa. Vogliamo che il 4 maggio torni a essere una gioia per ogni singolo abitante di Asti, anche per chi non ha voce”, si legge nel comunicato. “Trasformare il boato in musica è un atto di civiltà che non toglie nulla alla magia, anzi, la rende indimenticabile.”

Secondo Azione, lo spettacolo alternativo permetterebbe a bambini, anziani e proprietari di animali di godersi la serata insieme, senza che nessuno debba più tremare per la paura. Il partito chiede all’Amministrazione comunale un segnale di cambiamento: investire in tecnologie che rispettino il benessere animale e l’ambiente, rendendo Asti un modello di innovazione e sensibilità.

 La conclusione dell’appello è chiara: “Perché la vera luce di San Secondo deve risplendere negli occhi di tutti, senza lasciare nessuno nel terrore dietro una porta chiusa.”

Redazione


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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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