La crisi che sta investendo il settore dei call center ad Asti non accenna a diminuire e approda nuovamente a Palazzo Catena. La questione, diventata un vero e proprio caso politico oltre che sociale, sarà infatti al centro del prossimo Consiglio Comunale del 12 maggio, con due ordini del giorno fortemente voluti dalla minoranza su richiesta di Michele Miravalle del Pd. Le iniziative, presentate da Uniti si può e Ambiente Asti, chiedono che l'intero blocco di opposizione faccia fronte comune su una vertenza che sta tenendo col fiato sospeso centinaia di famiglie del territorio.
Un comparto in ginocchio tra chiusure ed esuberi
Al centro del dibattito ci sarà la drammatica situazione che coinvolge tre grandi realtà del settore. Da un lato Konecta, dall'altro Mediacom e Tecnocall, le aziende subentrate nell'appalto per il servizio clienti di Iren, che a gennaio hanno comunicato pesanti esuberi. I numeri parlano chiaro: per Tecnocall si profila il licenziamento di 30 dipendenti su 59, mentre per Mediacom gli esuberi annunciati sono 32 su 62 lavoratori impiegati.
Il tema del lavoro al centro dell'agenda politica
I consiglieri proponenti non usano mezzi termini: “È una questione di lavoro e dignità, di sicurezza per il futuro”. I due documenti mirano a riportare prepotentemente l'attenzione pubblica sulle difficoltà dei lavoratori, cercando di ottenere risposte chiare e azioni concrete, in un settore che occupa prevalentemente donne, spesso con contratti part-time che rendono le ipotesi di trasferimento o ricollocazione ancora più complesse. L'obiettivo dell'opposizione è chiaro: impedire che il territorio venga impoverito e che si consumi una vera e propria emorragia occupazionale senza che la politica locale intervenga in modo deciso.
L'appuntamento è quindi fissato per le 20.30 in Comune, dove si preannuncia un dibattito serrato, alla presenza delle Rsu di Mediacom e Tecnocall, nella speranza di tracciare una strada per tutelare una parte fondamentale del tessuto lavorativo astigiano.










