Economia e lavoro | 19 maggio 2026, 11:24

Tra sostenibilità reale e mercati esteri: il modello cooperativo astigiano premiato a Milano

Alla Cantina Barbera dei Sei Castelli due riconoscimenti al Best Wine Stars 2026: il progetto scientifico "Il Risveglio del Ceppo" vince per la transizione ecologica, mentre i buyer internazionali premiano il valore commerciale.

 La sostenibilità nel comparto vitivinicolo si misura sul campo, non sui depliant pubblicitari. È questo il messaggio emerso dalla manifestazione Best Wine Stars 2026, svoltasi a Milano dal 16 al 18 maggio, dove la Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli ha ottenuto due importanti riconoscimenti. La realtà cooperativa astigiana, presieduta da Maurizio Bologna e guidata dal direttore enologo Enzo Gerbi, ha conquistato il premio Best Green Project per l'iniziativa agronomica "Il Risveglio del Ceppo" e il Best Buyer Selection, assegnato dagli operatori del trade internazionale.

A ritirare i premi sul palco milanese, domenica 17 maggio, sono stati lo stesso enologo Enzo Gerbi insieme a Monica Meneghelli, coordinatrice del progetto scientifico di recupero viticolo.

Il Risveglio del Ceppo: un protocollo scientifico e replicabile

Il premio Best Green Project, assegnato dalla giurata Camilla Manzato (founder del canale web VineRespect), ha acceso i riflettori su un programma operativo che si distacca dalle tendenze di facciata della comunicazione ambientale. La motivazione della giuria ha infatti evidenziato come il progetto si distingua per un approccio alla sostenibilità specifico, misurabile e documentabile. Invece di limitarsi a dichiarazioni generiche, il protocollo presenta dati verificabili sulla quantità di scarti di lavorazione reimpiegati, sui prodotti derivati e sul numero di varietà storiche recuperate.

Sviluppato in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, il progetto opera contemporaneamente su tre direttrici: il recupero genetico dei ceppi storici di Barbera a rischio di abbandono nelle vigne più vecchie, il reimpiego virtuoso e circolare dei residui e dei resti di lavorazione della filiera, e la reinterpretazione delle pratiche agronomiche tradizionali attraverso le moderne conoscenze scientifiche. Il valore del progetto risiede nella sua natura intrinseca di modello aperto e replicabile, potenzialmente applicabile da altre aziende del comparto per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e preservare la biodiversità agraria.

"La sostenibilità vera non si annuncia, si pratica", ha commentato il presidente della cooperativa, Maurizio Bologna. "Siamo una cantina cooperativa e questo lavoro appartiene alle famiglie di viticoltori. Premiare questo progetto significa riconoscere la loro scelta di rimanere legati a una terra e a un mestiere complesso".

L'enologo Enzo Gerbi ha sottolineato il valore tecnico dell'operazione, spiegando che il patrimonio genetico dei vecchi ceppi contiene risposte concrete ai problemi del futuro e che il lavoro di documentazione e valorizzazione dell'esistente è stato condotto per precise ragioni scientifiche e non per nostalgia.

Il riscontro del mercato e la validazione dei buyer esteri

Il secondo riconoscimento, il Best Buyer Selection, sposta l'analisi dal vigneto ai mercati internazionali. A valutare la produzione è stata una commissione di operatori professionali del commercio e della distribuzione, il cui giudizio si basa sulla capacità di tradurre il valore culturale di un vino in una proposta commerciale competitiva e attrattiva per i consumatori.

Nello specifico, la Cantina dei Sei Castelli è stata selezionata da Petri Viglione, importatore e profondo conoscitore delle produzioni italiane in Finlandia. La motivazione del premio ha riconosciuto alla struttura la capacità di esprimere un forte legame con le proprie origini attraverso una produzione che valorizza la storia e la cultura locale. Secondo la direzione tecnica della cantina, questo riconoscimento dimostra che l'autenticità e l'identità territoriale non sono elementi folcloristici, ma fattori di differenziazione commerciale capaci di generare valore reale in un mercato globale fortemente standardizzato.

Identità e struttura della cooperativa astigiana

La Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli rappresenta una delle realtà di riferimento per la coltivazione della Barbera nel Monferrato astigiano, aggregando decine di famiglie di viticoltori del territorio.

La struttura della cooperativa si articola su due poli principali: la sede di produzione situata in regione Salere ad Agliano Terme, dedicata alle fasi di vinificazione e affinamento, e il Centro Enoturistico di regione Opessina 41 a Castelnuovo Calcea. Quest'ultimo è una struttura polivalente concepita come spazio per eventi culturali, promozione del territorio e punto vendita diretto della produzione aziendale e delle tipicità locali. Il doppio riconoscimento milanese fotografa così le due anime della cooperazione vinicola moderna: la necessità di un'innovazione agronomica rigorosa da un lato e la capacità di presidiare i canali commerciali internazionali dall'altro.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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