Sanità | 24 maggio 2026, 07:30

Tumori della pelle, una guida per esporsi al sole in sicurezza

Oggi si celebra la giornata europea di sensibilizzazione. L'impegno della sanità piemontese tra nuovi percorsi di cura e screening tempestivi.

Tumori della pelle, una guida per esporsi al sole in sicurezza

Oggi, 24 maggio, si celebra la Giornata europea del melanoma e dei tumori della pelle, un appuntamento centrale all'interno di un intero mese che le istituzioni sanitarie dedicano alla sensibilizzazione e alla prevenzione cutanea. L'obiettivo della ricorrenza, rafforzata anche dalla recente istituzione di una giornata nazionale specifica, è quello di promuovere una cultura della diagnosi precoce e, soprattutto, di educare i cittadini a una corretta esposizione ai raggi solari, specialmente in vista della stagione estiva.

I tumori della pelle consistono in neoformazioni che compaiono sulla superficie cutanea e possono avere natura benigna o maligna. La statistica ci dice che circa l'80% di queste patologie si sviluppa su volto, collo e cuoio capelluto, ovvero le zone del corpo più esposte alla radiazione solare. L'incidenza è storicamente più elevata nei soggetti con carnagione chiara, che dispongono di meno melanina e quindi di una minore protezione naturale, e in chi trascorre molto tempo all'aperto per motivi professionali o di svago.

Tra le diverse neoplasie, il melanoma è una delle più diffuse tra i giovani, risultando tra i tumori più frequenti sotto i 50 anni. Sebbene i dati epidemiologici evidenzino un trend in costante crescita sia per gli uomini sia per le donne, la mortalità negli ultimi anni è rimasta sostanzialmente stabile grazie ai grandi passi avanti compiuti dalla ricerca terapeutica e dalle campagne di screening tempestivo. Oltre al melanoma, i carcinomi cutanei più diffusi restano il carcinoma squamoso e il carcinoma basocellulare, quest'ultimo classificato come il tumore epiteliale maligno più frequente in assoluto.

La causa principale di queste patologie è legata all'esposizione alle radiazioni ultraviolette (UV) provenienti dal sole e dalle lampade abbronzanti. Negli ultimi anni l'aumento dei casi è stato associato non solo a stili di vita che privilegiano la tintarella, ma anche ai mutamenti ambientali e climatici. I soggetti con capelli e occhi chiari, pelle che si ustiona facilmente, un numero elevato di nei o una familiarità per queste patologie devono prestare la massima attenzione. Allo stesso modo, l'età avanzata e le condizioni di immunodepressione rappresentano ulteriori fattori di rischio.

La prevenzione si attua prima di tutto attraverso piccoli gesti quotidiani, come evitare l'esposizione solare nelle ore centrali della giornata (tra le 11 e le 16), applicare creme con filtri protettivi UVA e UVB, utilizzare indumenti protettivi come cappelli e occhiali, ed evitare l'uso di lettini artificiali. Diventa inoltre fondamentale ispezionare periodicamente la propria pelle, monitorando l'eventuale comparsa di nuovi nei dopo i 40 anni o il cambiamento di forma, dimensione e colore di quelli già esistenti.

Sul fronte dell'assistenza, la Regione Piemonte supporta i cittadini attraverso la Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d'Aosta. Sul territorio sono presenti centri specializzati e, di recente, è stato aggiornato il Percorso di Salute Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale (PSDTA) per i tumori cutanei, una misura volta a garantire cure omogenee e immediate. Per ricevere ulteriori approfondimenti e consultare le linee guida regionali, è possibile visitare la sezione dedicata sul portale della Rete Oncologica.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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