Un'interrogazione consiliare per chiedere conto delle scelte compiute sul trasferimento del mercato ortofrutticolo di Asti. L'ha presentata il consigliere Mario Malandrone di Ambiente Asti, indirizzandola al Sindaco e all'Assessore competente, dopo che nella giornata di mercoledì 28 maggio agli operatori è stata comunicata la nuova destinazione: l'area di via Mattarella, nei pressi del Parco Fruttuoso, con richiesta di trasferimento entro 15 giorni.
Le premesse: vendita dell'area e rassicurazioni disattese
Nell'interrogazione Malandrone ricostruisce l'intera vicenda. A seguito della vendita dell'area dell'ex mercato ortofrutticolo, nel mese di gennaio l'Amministrazione comunale aveva annunciato "un percorso condiviso con gli operatori del mercato, pari a 21 soggetti tra stagionali e fissi, di cui 12 operatori fissi, finalizzato all'individuazione di una nuova collocazione". Negli anni passati, inoltre, erano state fornite rassicurazioni pubbliche circa la volontà di mantenere il mercato ortofrutticolo cittadino. Tra queste, il consigliere cita le dichiarazioni dell'onorevole Marcello Coppo, assessore della giunta Rasero nel 2020, che affermava di essere "pronto a interessarsi e cercare una soluzione" ai disagi che crescevano tra gli operatori, rassicurando sull'assenza di progetti alternativi relativi agli spazi di corso Venezia e dichiarando: "Noi non mandiamo via nessuno".
Le criticità della nuova area
Secondo Malandrone, la scelta di via Mattarella presenta numerose criticità. "Gli operatori agricoli erano finora collocati in una struttura coperta e il trasferimento in un'area all'aperto comporterà inevitabili difficoltà organizzative, logistiche ed economiche", si legge nell'interrogazione. L'area individuata viene definita "periferica, poco conosciuta e non facilmente raggiungibile dall'utenza abituale del mercato". Nel quartiere di corso Alba, sottolinea il consigliere, "risultano presenti altre aree che avrebbero potuto essere valutate dall'Amministrazione comunale per una diversa collocazione". Inoltre, "ad oggi non risultano percorsi di confronto pubblico o consultazioni strutturate con gli operatori interessati, né risultano essere state presentate alternative progettuali". L'area parcheggio individuata sarebbe "priva di servizi essenziali, tra cui i bagni pubblici richiesti dagli operatori", e appare "assente un progetto organico di rilancio e valorizzazione del mercato ortofrutticolo cittadino, nonostante le risorse derivanti dalla vendita dell'area precedente".
Il confronto con Canale e le otto domande alla Giunta
Il consigliere di Ambiente Asti guarda anche a quanto accade nei territori vicini: "In realtà come il Comune di Canale si continua invece a investire sui mercati e sulle attività agricole locali come elemento di valorizzazione economica, commerciale e territoriale". E sintetizza così il percorso compiuto dall'Amministrazione: "Per tutto il mandato di Rasero (I) si è negato che si volesse chiudere il mercato, successivamente si è alienato e si è promesso il rilancio del mercato da qualche altra parte e un confronto, successivamente e senza confronto si è comunicato lo spostamento". Molti operatori, conclude Malandrone, hanno manifestato "insoddisfazione per tale scelta di ubicazione".
Da qui le otto domande rivolte al Sindaco e alla Giunta: le motivazioni della scelta di via Mattarella; l'eventuale valutazione di aree alternative nel quartiere di corso Alba o in altre zone della città; i confronti formali svolti con gli operatori prima della decisione; l'esistenza di una delibera di Giunta relativa allo spostamento e i suoi contenuti; gli interventi previsti per rendere funzionale l'area con riferimento a servizi igienici, coperture, sicurezza e accessibilità; le azioni di promozione del nuovo mercato; le risorse derivanti dalla vendita dell'ex mercato ortofrutticolo destinate al sostegno del mercato stesso; l'eventuale investimento economico per valorizzare e rilanciare il mercato ortofrutticolo cittadino, "prendendo esempio da realtà vicine come Canale, dove il mercato viene considerato una risorsa strategica per il commercio locale, il turismo e la valorizzazione delle produzioni agricole del territorio".










