Regione | 07 giugno 2026, 07:15

Sicurezza sul lavoro, in Italia le vittime calano del 4,5%

Nei primi mesi del 2026 diminuiscono i decessi, ma il Piemonte resta in zona arancione per incidenza: ad Asti nessuna vittima

Immagine generica

Immagine generica

Buone notizie a livello nazionale sul fronte della sicurezza sul lavoro, con un calo del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato, però, solamente parziale, come evidenzia il rallentamento della discesa rispetto ai mesi precedenti.

Le vittime complessive sono 278, di cui 196 in occasione di lavoro e 82 in itinere. A trainare la classifica negativa restano le grandi regioni produttive, con la Lombardia in testa (30 decessi), seguita da Veneto (26) e Sicilia (22). In questo quadro si inserisce anche il Piemonte, che registra 16 morti in occasione di lavoro, collocandosi stabilmente tra le aree più colpite del Paese.

Il dato piemontese assume un peso ancora più rilevante se si guarda all’incidenza: la regione è classificata in zona arancione, con un rischio superiore alla media nazionale (8,1 morti per milione di occupati), anche se non ai livelli critici delle regioni in zona rossa. Una classificazione elaborata dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, che analizza i dati ufficiali Inail per misurare il rischio reale nei territori. All'interno di questa cornice, l'analisi provinciale mostra dinamiche differenti: ad Asti, ad esempio, le denunce di infortunio con esito mortale sono scese a zero nel periodo gennaio-aprile 2026 (erano 2 l'anno precedente), sebbene il volume totale delle denunce di infortunio sia lievemente cresciuto, passando da 573 a 594.

Il confronto con altre regioni del Nord evidenzia una dinamica meno favorevole. Lombardia ed Emilia-Romagna, pur registrando numeri assoluti più alti, si collocano in zona gialla, quindi con un’incidenza più contenuta. Questo segnala come in Piemonte il problema non sia soltanto quantitativo, ma anche legato alla distribuzione del rischio tra i lavoratori.

A incidere è anche la composizione del tessuto produttivo. I settori più esposti - costruzioni, trasporti e manifattura - sono fortemente radicati nel territorio piemontese.

In tutto il Paese resta poi il nodo anagrafico: gli over 65 continuano a registrare l’incidenza più alta, ma in termini assoluti sono i lavoratori tra i 55 e i 64 anni a pagare il prezzo più alto. Una dinamica che riguarda anche il Piemonte, dove l’invecchiamento della forza lavoro si intreccia con mansioni spesso ancora ad alto rischio fisico.

Redazione

Leggi tutte le notizie di STORIE DI ORGOGLIO ASTIGIANO ›

Elisabetta Testa

Da giovane giornalista creativa, scrivo di persone dalle storie incredibili, che hanno Asti nel cuore, che ne conservano un dolce ricordo, che qui ci hanno messo radici e che, orgogliosamente, fanno conoscere la nostra città in altre terre.
Orgoglio Astigiano è la storia di un salto, personale e professionale; è un invito a riscoprire se stessi attraverso le testimonianze di chi ce l'ha fatta.
Orgoglio Astigiano per me è sinonimo di scelta: la mia e quella degli altri.
Per questo ho voluto scrivere in prima persona ogni articolo della rubrica, convinta di riuscire a portare anche te nel mio mondo.
Requisiti richiesti? Bisogna lasciarsi andare. Più che farti intervistare, ti devi guardare dentro. Senza aver paura di raccontarmi ciò che ci troverai...

Segui "Orgoglio Astigiano" anche su:

        

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium