Il disagio giovanile e la prevenzione delle forme più acute di fragilità negli adolescenti richiedono un'attenzione corale e competenze diffuse. Con questo obiettivo, l'Asl AT e l'organizzazione di volontariato Un Libro per Daniela Amici di Salvataggio ODV hanno promosso una specifica attività formativa ideata per sensibilizzare sia gli operatori del settore sia l'intera comunità educante del territorio astigiano.
"L’obiettivo principale del percorso è prevenire il rischio suicidario in adolescenza e in età giovanile, cogliendo i segnali di fragilità e attivando una rete fra i servizi del territorio che possono essere di supporto alle famiglie", spiegano i promotori del progetto. L'iniziativa si avvale del patrocinio del Comune e della Provincia di Asti, e nasce grazie alla stretta collaborazione sviluppata con l'Associazione Italiana Donne Medico (sezione di Asti) e con l'Associazione Genitori Insieme.
La prima sessione di questa attività prenderà il via nel corso del prossimo autunno. Le lezioni si rivolgeranno in modo particolare a figure chiave della quotidianità dei ragazzi, come insegnanti, educatori e allenatori che operano quotidianamente a contatto con il mondo giovanile. La direzione e il coordinamento scientifico delle attività didattiche sono stati affidati alla dottoressa Mara Barcella, medico psichiatra e direttore della struttura complessa di Psichiatria dell’Asl AT, nonché responsabile del Progetto Sentinelle. La gestione della segreteria organizzativa è invece affidata direttamente all'associazione Un Libro per Daniela.
Per illustrare nel dettaglio il programma didattico e le modalità di partecipazione, è stata organizzata una conferenza di presentazione che si terrà martedì 9 giugno alle 15.30, ospitata all'interno della Sala Tovo del palazzo della Provincia di Asti. Durante l'incontro sarà già possibile registrarsi e formalizzare le adesioni al percorso formativo.
L'appuntamento di martedì è aperto a tutta la cittadinanza e chiama a raccolta non solo i professionisti della scuola e dello sport, ma anche i genitori e i rappresentanti del terzo settore. L'incontro pubblico rappresenterà il primo passo concreto per analizzare collettivamente le caratteristiche principali e i dati epidemiologici del fenomeno, nel tentativo di costruire una barriera comune contro l'isolamento e la sofferenza dei più giovani.










