Cronaca | 15 giugno 2026, 13:09

Carcere di Asti, agente aggredito da un detenuto in regime di sorveglianza particolare

La denuncia del sindacato Osapp: sfiorata la tragedia durante le docce. Un ferito con sei giorni di prognosi. Criticità anche a Torino

Il carcere di Asti

Il carcere di Asti

Un improvviso scatto di violenza ha turbato la serata di sabato 13 giugno all'interno della casa di reclusione di Asti. Durante le ordinarie operazioni di accompagnamento alle docce, un detenuto sottoposto al regime di sorveglianza speciale (previsto dall'articolo 14-bis dell'ordinamento penitenziario) si è scagliato contro un agente della Polizia Penitenziaria, colpendolo al volto con uno schiaffo improvviso.

La situazione avrebbe potuto degenerare rapidamente, ma la tempestività del personale di guardia ha evitato il peggio. L'intervento di un ispettore e, in particolare, la prontezza di una sovrintendente che ha immediatamente chiuso il cancello del reparto, hanno permesso di contenere l'aggressore mettendo in sicurezza la sezione. L'episodio si è comunque concluso con il ferimento di un agente per il quale si è reso necessario il ricorso alle cure mediche e una prognosi di sei giorni.

L'allarme del sindacato: un sistema al collasso

A sollevare il velo su quanto accaduto è l'Osapp, organizzazione sindacale autonoma di categoria, che in una nota esprime una preoccupazione profonda per le condizioni operative all'interno degli istituti penitenziari del distretto. 

Il segretario generale Leo Beneduci delinea un quadro di forte emergenza: "Quello che è accaduto ad Asti e a Torino rappresenta l'ennesima conferma di un sistema penitenziario ormai al limite della tenuta", ha spiegato il rappresentante sindacale.

Le parole di Beneduci puntano il dito contro le persistenti carenze strutturali e la facilità con cui i reclusi riescono ad aggredire il personale: "Non siamo più di fronte a episodi isolati, ma a una condizione strutturale di rischio costante per il personale di polizia penitenziaria, costretto a operare spesso senza adeguati strumenti, con organici insufficienti e in contesti sempre più complessi", sottolinea la dirigenza dell'Osapp.

Una situazione che secondo la sigla autonoma espone ogni giorno chi lavora nelle carceri a rischi non calcolabili: "È inaccettabile che si debbano sfiorare tragedie per richiamare l'attenzione su problemi che denunciamo da anni", conclude Beneduci, ribadendo come servano interventi urgenti sulla sicurezza e sulla gestione dei soggetti più problematici per evitare nuove violenze.

Alta tensione anche a Torino

Le forti criticità del sistema non risparmiano infatti il resto della regione. A confermare le parole del sindacato, un secondo e gravissimo episodio si è verificato soltanto 24 ore dopo i fatti astigiani, nella giornata di domenica 14 giugno, all'interno del carcere di Torino. Nel reparto riservato ai nuovi arrivi, un detenuto ha scatenato un acceso alterco estraendo un'arma rudimentale ricavata da un frammento di plexiglass affilato, nel tentativo di colpire un compagno di cella. Anche nel capoluogo, il contenimento della rissa è costato il ferimento di due operatori, un ispettore e un agente, finiti in pronto soccorso con tre giorni di prognosi.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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