Rese a 85 quintali a ettaro, in linea con i quantitativi dello scorso anno, con ulteriori 15 quintali di supero e l'impegno a rivedere i parametri produttivi in funzione dell'andamento di mercato. È questa la proposta approvata ieri, lunedì 22 giugno, dal Consiglio di amministrazione del Consorzio Asti DOCG per la prossima campagna vendemmiale. L'obiettivo è garantire equilibrio tra domanda e offerta e tutelare il valore della denominazione. La proposta sarà discussa martedì 30 giugno nel corso dell'assemblea dei consorziati.
"La soluzione individuata dal Cda nasce da un confronto condiviso tra le diverse componenti della filiera e si inserisce in una strategia di gestione responsabile dell'offerta – commenta Stefano Ricagno, presidente del Consorzio Asti DOCG –. L'obiettivo è garantire stabilità, programmazione e valore, mantenendo la capacità di adattare le scelte produttive sulla base dell'evoluzione dei mercati. In quest'ottica – conclude Ricagno – assume particolare rilievo l'impegno espresso dalle case spumantiere nel continuare a sostenere la denominazione e la remunerazione della materia prima, confermando una linea di responsabilità e attenzione verso l'intero comparto produttivo".
Le prospettive per il 2027
Nel corso della riunione, il Consiglio di amministrazione dell'ente consortile si è inoltre impegnato a fornire già nei primi mesi del 2027 un'indicazione chiara all'intera filiera attraverso l'analisi dei dati di mercato al 31 dicembre 2026. Qualora le vendite si mantenessero in linea con gli attuali livelli, pari a circa 85 milioni di bottiglie annue, la resa potrà essere confermata a 85 quintali per ettaro. Un risultato che potrà ulteriormente migliorare se si dovesse registrare una ripresa dei mercati internazionali e un allentamento delle attuali tensioni geopolitiche. Nel caso in cui, invece, si rilevasse una diminuzione delle fascette consegnate rispetto agli attuali volumi di riferimento, il Consorzio orienterà la programmazione produttiva verso una resa non superiore a 80 quintali per ettaro, al fine di tutelare il valore della denominazione nel medio e lungo periodo.
I dati di mercato
Nei primi cinque mesi del 2026 il saldo dei contrassegni di Stato per il prodotto imbottigliato si è attestato a 31,5 milioni di pezzi, il 4% in meno rispetto ai 32,8 milioni di pezzi del pari periodo dello scorso anno.










