Economia e lavoro | 28 giugno 2026, 06:45

Imprese piemontesi pronte per l'estero: boom di candidature ai Progetti integrati di filiera

Oltre ottocento le aziende che hanno risposto al bando regionale gestito da Ceipiemonte. Cirio e Tronzano: "Il tessuto produttivo guarda con determinazione ai mercati internazionali"

Imprese piemontesi pronte per l'estero: boom di candidature ai Progetti integrati di filiera

Oltre ottocento piccole e medie imprese pronte a varcare i confini nazionali per ampliare il proprio raggio d'azione. Si è chiuso con numeri significativi il bando regionale per l'adesione alla prima annualità dei Progetti Integrati di Filiera (PIF) relativi al periodo 2026-2029.

L'iniziativa, strutturata per sostenere la crescita delle realtà piemontesi all'estero, è finanziata tramite il Programma regionale FESR 2021-2027 ed è gestita operativamente da Ceipiemonte. Le candidature presentate agli uffici sono state 871, per un totale di 1.464 richieste di adesione alle diverse filiere produttive. Un dato che conferma il forte interesse del comparto verso percorsi di sviluppo sui mercati esteri.

La risposta delle istituzioni

Sull'esito del bando sono intervenuti il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l'assessore alle Attività Produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano, inquadrando i numeri come un segnale di grande vitalità.

"La massiccia adesione al bando dimostra che il tessuto produttivo piemontese guarda con determinazione ai mercati internazionali", dichiarano congiuntamente i due esponenti della giunta. "È un risultato che conferma la validità di uno strumento costruito per accompagnare concretamente le pmi nei percorsi di crescita, diversificazione e apertura verso nuove opportunità commerciali".

L'obiettivo dei progetti è proprio quello di facilitare le connessioni commerciali, superando gli ostacoli che spesso le realtà più piccole incontrano fuori dai confini nazionali. "I Progetti Integrati di Filiera consentono alle imprese di entrare in contatto con buyer, partner e investitori, partecipando ai principali eventi internazionali di settore o incontrandoli direttamente sul territorio piemontese, e rafforzare la propria competitività", aggiungono Cirio e Tronzano.

I numeri registrati, secondo gli amministratori, restituiscono un'immagine chiara: "La forte partecipazione evidenzia la capacità del Piemonte di fare sistema e valorizzare le proprie eccellenze produttive, dall'aerospazio all'automotive, dall'agroalimentare all'ICT, dal tessile alla microelettronica".

Una rete per dieci settori chiave

I Progetti Integrati di Filiera si confermano uno degli strumenti principali della politica economica regionale, garantendo l'accesso a un ventaglio di attività: dalla partecipazione alle fiere agli incontri b2b, fino a missioni imprenditoriali e percorsi di accompagnamento personalizzati.

L'articolazione del programma si concentra su dieci filiere ritenute strategiche per l'economia locale. Si spazia dall'aerospazio ai trasporti, passando per la microelettronica, le tecnologie per l'agricoltura, l'edilizia sostenibile, la salute, il tessile, fino ad arrivare all'agroalimentare e all'alta gamma del design.

L'apertura verso l'estero viene vista come una necessità strutturale per il rilancio del tessuto produttivo. "L'internazionalizzazione rappresenta una leva fondamentale per la crescita economica del territorio", concludono il presidente e l'assessore. "Come Regione continuiamo a investire risorse europee e regionali per sostenere le imprese che scelgono di competere sui mercati globali, creando valore, occupazione e nuove opportunità di sviluppo per tutto il Piemonte".

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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