Con l'arrivo dell'estate e delle giornate di sole il cambio di guardaroba ci spinge a scoprire il corpo, mettendo inevitabilmente a nudo la nostra pelle. Se durante l'inverno è facile nascondere sotto strati di vestiti imperfezioni, perdita di tono, cellulite o infiammazioni, fingendo quasi che il problema non esista, la bella stagione ci costringe a fare i conti con lo specchio. Ed è proprio questo il momento in cui spesso si corre ai ripari cercando la crema miracolosa o il trattamento topico dell'ultimo minuto.
Questo approccio tuttavia si limita a spegnere un sintomo visibile in superficie, ignorando che la pelle è a tutti gli effetti un organo specchio: la sua salute riflette la perfetta sincronia di una macchina complessa che lavora dall'interno. Curare la pelle per l'estate non significa quindi spalmare un rimedio temporaneo o assumere un integratore multivitaminico pubblicizzato come rimedio miracoloso, ma vuol dire cogliere l'occasione per riequilibrare dall’interno il nostro organismo.
Sicuramente la bellezza e la struttura della pelle dipendono anche dalla genetica di base. Questa componente definisce la predisposizione e la struttura di partenza di ognuno di noi. Tuttavia questo patrimonio biologico interagisce costantemente con l'ambiente. Infatti, lo stile di vita gioca un ruolo decisivo, così come le abitudini alimentari corrette o errate e i livelli di stress psicofisico. Anche l’inquinamento e le tossine ambientali sono tutti fattori quotidiani che influenzano profondamente l'aspetto cutaneo, perché vanno ad alterare la sua struttura, amplificando il carico di tossine che l'organismo deve espellere. Il problema è che spesso consideriamo la pelle come un involucro isolato, un confine da trattare esclusivamente dall'esterno con creme, sieri o farmaci topici.
Questo approccio tuttavia si limita quasi sempre a spegnere un sintomo, ignorando la vera causa scatenante. Infatti, una alterazione della pelle può originare da strutture biologicamente distanti. Ad esempio, un apparato cardiocircolatorio inefficiente compromette l'ossigenazione e il nutrimento profondo anche delle cellule cutanee; un sistema linfatico pigro rallenta l'eliminazione delle tossine che andranno a congestionare la nostra pelle, mentre un microbiota intestinale alterato, impattando direttamente sull'asse infiammatorio sistemico, compromette l’omeostasi cutanea. Curare la pelle significa quindi smettere di guardare solo alla superficie. E allora cosa possiamo fare di concreto?
Possiamo iniziare a nutrire e riequilibrare l’organismo attraverso la lente della Nutrigenomica che considera la pelle non un semplice rivestimento estetico, ma un organo emuntore di vitale importanza. Il suo ruolo diventa cruciale quando gli organi emuntori primari come il fegato, i reni e l’intestino si trovano in una condizione di sovraccarico funzionale. Quando le normali vie di eliminazione non riescono a smaltire efficacemente le tossine, il corpo attiva una strategia di compenso che passa anche attraverso la nostra pelle.
La pelle funge quindi da ricettacolo e valvola di sfogo e di emergenza perchè corre in aiuto non solo degli organi vitali principali, ma supporta indirettamente anche il sistema linfatico, il cardiocircolatorio e quello nervoso. Ogni manifestazione cutanea non deve essere considerata solo come un inestetismo o una problematica locale, bensì come un segnale d'allarme sistemico. In parole povere, la pelle è la voce del nostro corpo. Quando si manifesta un'alterazione in superficie è il segno visibile che gli organi interni sono saturi e che l'organismo sta usando l'ultima linea di difesa emuntoriale per espellere ciò che non è riuscito a trattenere o eliminare altrove. Allora vi invito, proprio in questo momento, ad osservare la vostra pelle.
Guardatevi le mani, le braccia. Davanti a uno specchio osservate il vostro viso. Immaginate che la vostra pelle sia una spia della vostra auto che vi manda dei segnali. Cosa vi sta dicendo? Se è lucida e oleosa, forse il motore è su di giri e sta producendo più carburante del dovuto.
Se la sentite secca, è la spia della riserva che lampeggia per chiedervi acqua. Se invece è morbida e radiosa, complimenti, state viaggiando con il setup perfetto e la manutenzione impeccabile. Osservate ogni piccola sfumatura perché potrebbe essere un messaggio preciso che aspetta solo di essere letto. Oltre a cause ormonali e metaboliche, le alterazioni della pelle dipendono molto anche dal nostro stile alimentare e dalla salute del nostro apparato gastrointestinale.
La pelle secca potrebbe dipendere da uno stato di disidratazione, favorito da una carenza di frutta e verdura o di acidi grassi essenziali Omega 3. La pelle grassa potrebbe dipendere da una eccessiva assunzione di grassi saturi che sovraccaricano il fegato e causano congestione.
Le impurità della pelle possono indicare la presenza di un accumulo di tossine nell'organismo. In questo caso gli organi emuntori, predisposti all'eliminazione delle sostanze di rifiuto, sono sovraccarichi e le impurità scelgono come via d'uscita la pelle.
La causa potrebbe dipendere anche da un accumulo esagerato di muco, provocato da un'assunzione eccessiva di cibi di cui si è intolleranti come i latticini o di alimenti ricchi di istamina. Anche la pelle soggetta ad arrossamenti o a sfoghi cutanei molte volte dipende da qualcosa che mangiamo che innesca una reazione infiammatorio-allergica. Ma addentriamoci più in profondità, oltre il sintomo e l’alterazione visibile. La qualità della pelle dipende dai nutrienti assorbiti efficacemente dalla digestione e trasportati a destinazione da una circolazione efficiente.
La nutrizione è la materia prima in quanto un'alimentazione ricca di molecole vive fornisce i mattoni fondamentali (antiossidanti, vitamine, sali minerali e aminoacidi) molto utili per la nostra pelle. La digestione è l'operaio che scompone il cibo e rende questi nutrienti biodisponibili, immettendoli nel flusso ematico.
La circolazione è il sistema di consegna in quanto il sangue è l'unico mezzo di trasporto che raggiunge il derma. Se il microcircolo è pigro o inefficiente anche la dieta migliore del mondo fallisce, perché le cellule cutanee restano letteralmente affamate e disidratate, accumulando scorie che spengono il colorito e accelerano l'invecchiamento. Forse avete sempre pensato che l'efficienza dell'apparato circolatorio sia legata esclusivamente alla salute del cuore, ma in realtà il suo buon funzionamento influisce anche sulla bellezza della vostra pelle. A ogni battito del vostro cuore corrisponde un afflusso di sangue ricco di ossigeno e sostanze nutrienti per ogni cellula.
Ecco perché la circolazione ottimale è importantissima. Chiudete gli occhi e pensate a un grande e maestoso melo. Immaginate le sue radici affondate nel terreno. Esse assorbono acqua e sali minerali dalla terra e li dirigono lungo il tronco e i rami per nutrire ogni singolo ramoscello e germoglio, fino ai frutti. Senza una buona circolazione all'interno della pianta le mele non riceverebbero il nutrimento di cui hanno bisogno. La medesima cosa accade nel nostro corpo.
La circolazione ci garantisce che le sostanze, i nutrienti e l’ossigeno fluiscano al meglio nel nostro organismo così da raggiungere ogni singola cellula, comprese quelle della nostra pelle, permettendone rinnovamento e una crescita sana. Una eccessiva quantità di tossine alimentari, di muco, di impurità possono congestionare il nostro organismo e ridurre l'efficienza della circolazione. Dovete sapere che i capillari sono vasi molto stretti che accolgono il sangue ricco di sostanze nutrienti e ossigeno e le rilasciano attraverso le loro sottilissime pareti ai tessuti circostanti. Inoltre, permettono agli scarti di tornare nel sangue per poi essere espulsi dall'organismo.
Se nell'apparato circolatorio sono presenti accumuli e ostruzioni, l'afflusso di sostanze nutrienti e ossigeno è compromesso e tutto l’organismo ne soffre, compresa la nostra pelle. Allora, se vogliamo avere una pelle bella prendiamoci cura anche del nostro apparato cardiovascolare seguendo i consigli nutrigenomici, legati all'alimentazione.
Tra i nutrienti che la Nutrigenomica indica come “superfood” sia per l'apparato circolatorio che per la pelle vi ricordo il pesce azzurro ricco di Omega 3. Questi sono dei salutari acidi grassi che contribuiscono ad abbassare la pressione sanguigna, ad equilibrare i valori dei trigliceridi e a fluidificare il sangue.
Fonti vegetali sono i semi di lino, di chia, alghe e frutta a guscio. I semi di chia favoriscono una circolazione sana ed efficiente, contengono fibre benefiche per l'intestino, mentre i semi di zucca e di mandorle sono ricchi di vitamina E utilissima per mantenere il sangue ben fluidificato. Anche l'aglio è considerato un fluidificante naturale particolarmente efficace, se assunto crudo, ma se non ne gradite il sapore, potete scegliere le cipolle, i porri o i ravanelli.
Gli agrumi (limone, lime, arance e pompelmi) sono frutti alcalinizzanti del metabolismo, purificanti e ricchi di vitamina C che contribuisce a prevenire accumuli di placche nelle arterie. L'avocado è un'ottima fonte di nutrienti preziosi per la circolazione sanguigna come l'acido folico, ma anche di fibre che nutrono il nostro microbiota. Ottimi i cereali integrali privi di glutine anch’essi ricchi di fibre che aiutano ad abbassare i valori del colesterolo. Il cacao amaro in polvere, da aggiungere nei frullati, o una tavoletta di cioccolato fondente può essere un buon modo per togliersi la voglia di dolce senza danneggiare il proprio corpo.
Eccezionali i frutti di bosco molto ricchi di flavonoidi, composti naturali che proteggono i vasi sanguigni dai radicali liberi, dannosi per le cellule cutanee. Interessante il polline d'api, ricco di proteine e minerali. Esso contiene rutina un bioflavonoide antiossidante che rafforza i capillari e i vasi sanguigni e migliora la circolazione. Acquistatelo dal vostro apicoltore di fiducia. E’ ottimo da aggiungere ai frullati. Anche lo zenzero, considerato dalla Ayurveda un cibo riscaldante, è in grado di eliminare la congestione, potenziare il metabolismo e rafforzare i vasi sanguigni, migliorando la circolazione. Quello fresco può essere grattugiato sui cibi saltati in padella o aggiunto a fette sottili alle zuppe o tisane.
Insomma, la lista sarebbe lunga, ma il messaggio essenziale che voglio lasciare è un cambio di prospettiva: la pelle non va semplicemente tamponata nei suoi sintomi esterni. Curare la sua bellezza significa nutrire e proteggere il corpo in toto, ricordandoci che l'esterno è solo lo specchio di ciò che accade dentro di noi.










