Il Piemonte potrebbe dotarsi di un Albo regionale degli “Agricoltori Custodi del Paesaggio Piemontese”, uno strumento pensato per riconoscere e sostenere il ruolo degli imprenditori agricoli nella salvaguardia del territorio. A proporlo è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Sergio Ebarnabo, che ha annunciato la presentazione di un apposito Ordine del Giorno.
Secondo Ebarnabo, l’agricoltore non è soltanto un produttore di eccellenze agroalimentari, ma rappresenta il primo presidio del territorio, contribuendo alla tutela del paesaggio, della biodiversità e alla prevenzione del dissesto idrogeologico. Una visione che, sottolinea il consigliere, trova fondamento nella legge nazionale n. 24 del 2024, che ha riconosciuto il valore pubblico dell’attività svolta da chi contrasta l’abbandono delle terre e si prende cura delle aree rurali.
L’Ordine del Giorno invita la Giunta regionale a valutare l’istituzione dell’Albo, prevedendo criteri di premialità e semplificazione nei bandi agricoli e forestali regionali, oltre a possibili agevolazioni economiche per le imprese che operano nelle aree montane, interne o maggiormente colpite dal rischio di spopolamento.
“Chi presidia la terra nelle aree più fragili della nostra regione – afferma Ebarnabo – non produce soltanto beni commerciali, ma offre servizi ecosistemici e contribuisce a preservare l’identità culturale del Piemonte”. L’obiettivo dichiarato è quello di fare della regione un laboratorio nazionale su questo tema, valorizzando il lavoro di chi mantiene vivi i territori più difficili.
Il consigliere di Fratelli d’Italia ricorda inoltre come la Regione abbia già dimostrato attenzione verso il settore con il bando Giovani Agricoltori 2026, che premia gli insediamenti nelle aree marginali, sostenendo che l’istituzione dell’Albo rappresenterebbe un ulteriore passo per strutturare in modo stabile questo sostegno.
Nella parte conclusiva della nota, Ebarnabo richiama anche le difficoltà economiche del comparto agricolo, evidenziando come agli agricoltori vengano spesso riconosciuti redditi limitati rispetto ai prezzi di vendita dei prodotti. Il consigliere critica inoltre l’eccesso di burocrazia e alcune normative che, a suo giudizio, penalizzano il settore, ribadendo la necessità di garantire condizioni più favorevoli per il futuro dell’agricoltura piemontese.










