Cronaca | 20 luglio 2026, 14:51

Caso Roggero, parte la contro-petizione: “Il Piemonte ritiri il sostegno alla grazia”

Il presidente dei circoli Giustizia e Libertà, Antonio Caputo, lancia una raccolta firme contro l'iniziativa del governatore: “La richiesta è propaganda politica fuori dalle prerogative istituzionali”

Merphefoto

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Il caso del gioielliere di Grinzane Cavour, Mario Roggero, che sta scontando la sua condanna a 14 anni e nove mesi nel carcere di Bollate per duplice omicidio e ferimento di un terzo uomo, continua a far discutere e divide l'opinione pubblica.

Immediate le reazioni a livello politico tra cui quella del governatore del Piemonte che ha annunciato voler chiedere la grazia al Presidente Mattarella. Nel frattempo la Lega a tal proposito ha lanciato una petizione che in tre giorni ha raggiunto oltre 120mila adesioni.

In questo contesto di netta spaccatura tra pro e contro si inserisce ora la petizione lanciata su Change.org da Antonio Caputo, presidente federazione circoli Giustizia e Libertà, già avvocato Cassazionista e già difensore civico della Regione. In sintesi va nella direzione contraria e si chiede che il Piemonte ritiri sostegno alla grazia per Roggero.

“In qualità di cittadino della Regione Piemonte, esprimo la mia ferma opposizione alla proposta del presidente della regione di richiedere la grazia per Mario Roggero, un condannato in via definitiva per un grave reato. Questo tipo di azione è non solo inappropriato, ma anche una chiara violazione delle prerogative istituzionali. Nessuna norma stabilisce che l'ente regione abbia la potestà di richiedere la grazia per un condannato, soprattutto prima della pubblicazione delle motivazioni della sentenza definitiva della Cassazione.

Il presidente della Regione Piemonte si sta impegnando in un atto che ritengo essere semplice propaganda politica, travalicando i limiti del proprio ruolo istituzionale. È fondamentale che l'istituzione rispetti la legge e non confonda il suo mandato con atti di clemenza straordinaria che spettano unicamente al Presidente della Repubblica, su conforme parere del ministro competente.

È importante che noi cittadini ci facciamo sentire e facciamo sapere che non vogliamo che il nostro nome e la nostra voce siano strumentalizzati per azioni che non riflettono il nostro volere e, soprattutto, non rispettano i dettami legali e morali di questa regione e del nostro Paese.

Chiedo quindi alla Regione Piemonte di ritirare immediatamente questa richiesta e di seguire scrupolosamente le prerogative legali e istituzionali che le competono. La giustizia deve fare il suo corso senza interferenze inopportune e il nostro sistema legale deve essere rispettato sempre e comunque.

Invito tutti i cittadini preoccupati di queste azioni a firmare questa petizione e a manifestare con forza il loro dissenso. La nostra voce conta e può fare la differenza. Firma ora per unirti a questa causa e per difendere la giustizia e la legalità nella nostra regione e nel nostro paese”.

Sara Aschero

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Elisabetta Testa

Da giovane giornalista creativa, scrivo di persone dalle storie incredibili, che hanno Asti nel cuore, che ne conservano un dolce ricordo, che qui ci hanno messo radici e che, orgogliosamente, fanno conoscere la nostra città in altre terre.
Orgoglio Astigiano è la storia di un salto, personale e professionale; è un invito a riscoprire se stessi attraverso le testimonianze di chi ce l'ha fatta.
Orgoglio Astigiano per me è sinonimo di scelta: la mia e quella degli altri.
Per questo ho voluto scrivere in prima persona ogni articolo della rubrica, convinta di riuscire a portare anche te nel mio mondo.
Requisiti richiesti? Bisogna lasciarsi andare. Più che farti intervistare, ti devi guardare dentro. Senza aver paura di raccontarmi ciò che ci troverai...

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