Continua il botta e risposta sul fronte del personale medico e infermieristico piemontese. A prendere la parola, respingendo fermamente gli attacchi politici delle ultime ore, è l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, che definisce infondato l'allarme lanciato dalle minoranze.
L'esponente della giunta regionale non usa mezzi termini per smentire l'ipotesi di uno stop alle assunzioni nei reparti: "Le dichiarazioni delle opposizioni dimostrano, ancora una volta, di non aver compreso quanto è stato illustrato in modo chiaro e dettagliato nel corso della Commissione Sanità, insieme ai dirigenti di settore Petruzzi, Raviola e Ruggeri".
La richiesta alle aziende sanitarie
Il nodo della questione riguarda una recente direttiva inviata ai direttori generali, che secondo l'assessore è stata mal interpretata. "È sufficiente leggere la lettera inviata ai direttori generali per verificare che non esiste alcun blocco delle assunzioni", precisa Riboldi.
Il responsabile della Sanità regionale entra poi nel merito della procedura: "Alle aziende sanitarie è stato semplicemente richiesto di trasmettere entro la fine del mese le proprie relazioni organizzative; successivamente, nel mese di agosto, svolgeremo un'analisi complessiva dei dati raccolti". Per la giunta, dunque, diffondere la voce di uno stop significa fornire una rappresentazione distorta della realtà e generare un allarmismo ingiustificato.
"È francamente triste vedere un'opposizione che, in assenza di argomenti, tenta di gettare fumo negli occhi dei cittadini, che meriterebbero ben altro rispetto da chi è chiamato a rappresentarli nelle istituzioni", sottolinea l'assessore.
I numeri del personale in servizio
A sostegno della propria tesi, l'assessore alla Sanità snocciola le cifre del comparto, tracciando un paragone diretto con le passate amministrazioni di centrosinistra. "I numeri raccontano una realtà molto diversa dalla narrazione costruita dalla sinistra", evidenzia Riboldi. "Durante il mandato dell'assessore Antonio Saitta, quando l'attuale vicepresidente del consiglio regionale Domenico Ravetti presiedeva la Commissione Sanità, i dipendenti della sanità piemontese erano circa 55.000. Oggi sono 59.201, ovvero oltre 4.200 professionisti in più". Un risultato che, secondo l'amministrazione, dovrebbe rappresentare un motivo di soddisfazione condivisa e non un pretesto per alimentare la polemica.
Il potenziamento della rete territoriale
Nonostante la consapevolezza che i tempi di attesa per alcune prestazioni rappresentino ancora una criticità da risolvere, la linea strategica è quella di ottimizzare le risorse già inserite nel sistema. "Chiunque abbia maturato un'esperienza lavorativa, nel pubblico come nel privato, sa bene che un incremento di oltre 4.200 dipendenti e l'avvio di circa 170 nuove strutture della sanità territoriale rendono necessario un momento di verifica organizzativa", argomenta l'assessore, riferendosi alla capillare diffusione di nuove Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali.
La scelta del periodo estivo per questa mappatura, conclude Riboldi, ha motivazioni prettamente tecniche: "Abbiamo scelto di svolgere questa attività nei mesi di luglio e agosto proprio perché, storicamente, rappresentano il periodo in cui l'Osservatorio non genera nuove procedure assunzionali. I piemontesi meritano serietà, trasparenza e rispetto della verità".










