Non più misure emergenziali, ma interventi strutturali per un settore che affronta ormai in modo ricorrente eventi climatici estremi, mercati instabili e un quadro normativo da aggiornare. È la posizione di Cia Alessandria-Asti, che ha reso note le proposte urgenti già sottoposte ai Tavoli di lavoro istituzionali per fronteggiare la crisi del settore primario.
Il primo fronte è quello della siccità prolungata e del caldo estremo che stanno invalidando le colture e mettendo a rischio gli allevamenti. Cia ha partecipato alla riunione del Tavolo siccità in Regione Piemonte sollecitando l’attivazione dello stato di emergenza. Le colture più colpite sono mais e soia, ormai in chiusura del ciclo produttivo, e il riso, che si trova nel pieno della fioritura e necessita la sommersione. Sul fronte zootecnico, gli animali stremati dal caldo hanno ridotto la produzione di latte e la massa di accrescimento nel settore carne.
Credito d’imposta su carburante e concimi
Sul capitolo agevolazioni, il Dl Carburanti è attualmente in fase di conversione alla Camera. Cia chiede che venga inserita la proroga del credito d’imposta per il gasolio agricolo nei mesi da marzo a luglio compresi, con estensione dell’utilizzo in compensazione fino al 2027, così da superare il problema dell’incapienza. Analoga richiesta viene avanzata per l’acquisto dei fertilizzanti, indispensabili per le lavorazioni aggiuntive che i terreni in siccità richiedono. “Serve liquidità aziendale e continuità produttiva”, sottolinea l’associazione.
Un Tavolo permanente per il vino e riforma della fauna selvatica
Da oltre un anno Cia Alessandria-Asti tiene sotto osservazione anche la crisi del settore vitivinicolo delle due province. La richiesta è l’istituzione di un Tavolo permanente che affronti una crisi di lungo termine con misure strutturali, tenendo conto di un mercato globale ormai radicalmente cambiato.
Sul fronte normativo, Cia è intervenuta in Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati – attraverso il presidente Cia Piemonte e Valle d’Aosta Gabriele Carenini – sulla proposta di riforma della legge 157/92 sulla fauna selvatica, giudicata ormai obsoleta. Per l’associazione la fauna selvatica è diventata un’emergenza nazionale che richiede interventi rapidi contro la proliferazione dei cinghiali, un sistema di indennizzi chiaro e uniforme e risorse adeguate per la prevenzione.
No al Mercosur e tutela dei prodotti italiani
Sul versante delle importazioni, Cia ribadisce il proprio “no” indiscutibile all’accordo Mercosur, che andrebbe a gravare ulteriormente su un settore già sotto attacco, e chiede maggiore attenzione alla tutela dei prodotti italiani rispetto alla concorrenza straniera, in particolare per i cereali.
“Gli eventi climatici estremi e ricorrenti, che stanno rovinando i raccolti, sono ormai da intendersi come un fenomeno ordinario, e vanno trattati con misure che non siano emergenziali ma strutturali”, dichiara la presidente Cia Alessandria-Asti Daniela Ferrando. “Servono gli invasi per trattenere l’acqua quando serve in situazioni di siccità, e abbiamo bisogno della possibilità di intervento per una migliore manutenzione del territorio, anche per gli argini e i letti del fiume, che causano le esondazioni autunnali. Noi agricoltori preserviamo il paesaggio, riconosciuto da noi Patrimonio Unesco, e contribuiamo alla sicurezza pubblica, ma questo compito deve essere facilitato da politiche e scelte lungimiranti e intelligenti, a sostegno dell’imprenditoria agricola”.
Conclude il direttore Paolo Viarenghi: “L’agricoltura vive immersa in un mare di variabili che nessun imprenditore può controllare. È il settore che produce il cibo di cui tutti vivono, eppure non riceve le attenzioni primarie che meriterebbe. Gli agricoltori operano in prima linea, esposti a rischi continui: hanno bisogno di tutela vera, stabile, concreta”.










