Al Direttore | 17 agosto 2026, 08:22

Le estati di una volta non ci sono più: all'oratorio chiude il chiosco e Costigliole saluta un pezzo di storia

Una lettera commovente degli ex animatori ripercorre vent'anni di ricordi, nei giorni in cui il paese vede chiudere per lavori anche lo storico punto di ritrovo del castello

Gli animatori con il "loro" chiosco

Gli animatori con il "loro" chiosco

​Ci sono serrande che si abbassano e portano con sé non solo un'attività, ma interi capitoli di vita comunitaria.

 A Costigliole d'Asti si sta chiudendo un'epoca, quella dei luoghi del cuore che hanno segnato le estati di intere generazioni.

​Nei giorni in cui il paese si ritrova a dire addio allo storico chiosco del parco del castello, anche gli ex animatori dell'oratorio hanno voluto salutare per l'ultima volta il loro amato 'Chiosco', da sempre gestito dalle figure rassicuranti di Gino e Mio. Lo hanno fatto con una lettera aperta che è un inno alla nostalgia e alla gratitudine.
 

​Un punto fermo tra i cambiamenti
 

​"Ci sono luoghi che non si possono semplicemente salutare", scrivono i ragazzi. "Quando li lasci, ti accorgi che dentro quelle mura hai lasciato una parte di te. E allora non stai dicendo addio a un posto, ma a un periodo. A un capitolo di vita".

​La chiusura di questo spazio aggregativo, per l'oratorio, non è solo una fine logistica. "Oggi, nel giorno della chiusura, noi ex animatori ci siamo ritrovati lì, ancora una volta, quasi come se il tempo potesse tornare indietro", spiegano gli autori della lettera. I ricordi vanno a quelle figure che, per due decenni, hanno rappresentato una vera e propria istituzione: "Siamo cresciuti quasi senza accorgercene, mentre le estati tornavano e Gino e Mio erano ancora lì ad aspettarci".
 

​La fine di un'epoca per il paese
 

​L'emozione degli animatori si inserisce in un sentimento collettivo che in questi giorni sta attraversando Costigliole d'Asti. Ieri, domenica 16 agosto, infatti, il chiosco ha chiuso definitivamente i battenti.
​La sua storia era iniziata negli anni Settanta, grazie all'intuizione di Nicola Vanacore, arrivato in paese da Agerola. Supportato dall'allora sindaco, Nicola aveva costruito con alcuni compaesani il punto di ristoro e il campo da tennis, creando un polo di aggregazione intramontabile.

 Ora quello spazio cambierà volto per fare posto a una nuova struttura, chiudendo di fatto le estati di una volta.  
​Il Chiosco ha fatto da sfondo a dinamiche umane profonde. Il gruppo di animatori ricorda come le amicizie nate per caso si siano trasformate in legami saldissimi.
​"Il Chiosco non è mai stato soltanto un bar di paese, si legge nella lettera. È stato il luogo delle nostre estati. Delle serate che sembravano non finire mai, delle risate, delle chiacchiere, delle attese".
​Ieri, osservando per l'ultima volta gli ombrelloni ingialliti dal sole, i ragazzi hanno trovato conforto in una luminosa certezza: "Alcune storie non finiscono quando chiude un luogo. Restano nelle persone, nelle amicizie che sono sopravvissute alle estati".
​Il saluto finale è un ringraziamento che abbraccia tutta la comunità: "Grazie per aver custodito vent’anni delle nostre estati. Grazie per averci ricordato, anno dopo anno, che crescere significa anche cambiare, perdersi, ritrovarsi e portarsi dietro ciò che conta davvero".

Betty Martinelli

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Vacanze Astigiane

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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