Al Direttore | 25 agosto 2026, 08:33

Diritti civili e politica, il monito di Asti Pride contro il manifesto di Vannacci

L'associazione lancia un duro appello alle forze progressiste e liberali dopo le proposte di Futuro nazionale. La richiesta è chiara, "servono posizioni nette contro chi vuole cancellare tutele e libertà"

Diritti civili e politica, il monito di Asti Pride contro il manifesto di Vannacci

Le posizioni espresse da Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, smettono di essere semplici affermazioni per trasformarsi in un vero e proprio manifesto politico. Un passaggio che non è sfuggito ad Asti Pride, che ha deciso di intervenire pubblicamente con una dura presa di posizione, chiamando in causa direttamente le segreterie dei partiti per chiedere chiarezza sulle tematiche sociali.

L'associazione per i diritti civili ha infatti analizzato il programma del movimento su argomenti nevralgici, sottolineando come l'allarme sia ormai tangibile: "Le parole contenute nel programma di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci su aborto, unioni civili, famiglie, persone LGBT+ e persone transgender minorenni non sono più soltanto provocazioni affidate a un’intervista o a un post sui social. Sono proposte politiche messe nero su bianco".

La sfida ai progressisti

L'affondo del direttivo astigiano non si limita a condannare il documento in sé, ma si trasforma in un forte richiamo rivolto a chi, in Parlamento e sui territori, dovrebbe arginare certe derive. L'obiettivo è scuotere le coscienze di chi oggi siede all'opposizione: "Ed è proprio per questo che Asti Pride ritiene arrivato il momento che anche le forze politiche progressiste e liberali escano dall’ambiguità".

Il comunicato punta il dito contro le recenti polemiche estive, spesso incentrate su questioni puramente teoriche, e lancia una domanda diretta ai rappresentanti politici: "A chi in questi giorni preferisce disquisire, spesso in modo vuoto e pretestuoso, di cultura woke, di eccessi del politicamente corretto o di presunte derive identitarie, chiediamo una cosa molto semplice: Quando vengono messi concretamente in discussione diritti e libertà fondamentali, da che parte state?".

Un pericolo per le conquiste sociali

Il nucleo della protesta riguarda la potenziale regressione delle tutele faticosamente conquistate nel corso degli anni. Asti Pride chiede un'assunzione di responsabilità, evidenziando le profonde contraddizioni di chi non si oppone con rigore a questa visione della società.

La nota dell'associazione entra nel dettaglio delle minacce percepite: "Perché non si può parlare genericamente di libertà e contemporaneamente tacere davanti a programmi che propongono di cancellare le unioni civili, restringere i diritti delle donne, comprimere la libertà delle persone LGBT+ e rendere reato universale la transizione di genere dei minori".

Di fronte a un quadro simile, per gli attivisti non c'è più alcuno spazio per temporeggiare o nascondersi dietro al politically correct: "Su questi temi non servono equilibrismi semantici, né la ricerca di una rassicurante quanto artificiale terza via".

La necessità di posizioni chiare

L'urgenza dettata dall'associazione è quella di mettere da parte i salotti e i dibattiti per tornare a un impegno politico incisivo. La richiesta alle forze progressiste e liberali è di dichiarare in modo cristallino "Quali diritti intendono difendere, quali proposte intendono contrastare e quale idea di società vogliono consegnare al Paese".

La difesa dei diritti fondamentali deve essere attiva e senza sconti, poiché, come ricorda il direttivo: "Perché la democrazia non si difende soltanto quando i diritti sono già acquisiti. Si difende soprattutto quando qualcuno propone di toglierli".

Infine, un netto chiarimento sulle priorità del movimento, che respinge le etichette per concentrarsi sulla vera sostanza delle cose: "Asti Pride non chiede adesioni a una cultura woke. Chiede alle forze politiche di dichiarare, senza ambiguità, se credono davvero nell’uguaglianza, nella libertà e nella dignità di tutte le persone".

La chiusura del documento è un invito all'azione che non ammette ulteriori scuse o rimandi: "Il tempo delle disquisizioni astratte è finito. Ora servono posizioni, nette e non chiacchiere sotto l’ombrellone".

Betty Martinelli


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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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