Attualità | 27 agosto 2026, 11:49

Via Fenoglio, cade un altro pezzo di cornicione: Cuniberti torna a denunciare il degrado

Dopo gli infortuni e le segnalazioni delle scorse settimane, Città Amica annuncia una relazione tecnica da inviare a Comune, Atc e Prefettura

Un altro pezzo di cornicione è caduto da un balcone delle case popolari di via Fenoglio. È successo ieri, nelle ore serali, in un'area frequentata dai residenti, compresi anziani, persone con cani e bambini. Il distacco, secondo quanto riferito da Mauro Cuniberti, esponente di Città Amica, non avrebbe provocato feriti soltanto perché in quel momento nessuno si trovava sotto il balcone.

L'episodio riporta così l'attenzione sulle condizioni degli edifici e degli spazi comuni, già finite al centro di un sopralluogo della lista civica nelle scorse settimane. In quell'occasione erano state segnalate barriere architettoniche, buche, ferri d'armatura esposti, distacchi di calcinacci e problemi di manutenzione

"Se prendeva qualcuno in testa..."

A raccontare il nuovo episodio è lo stesso Cuniberti, che riferisce di essere stato contattato nuovamente dai condomini. "È caduto un pezzo di un cornicione di un balcone, che è adiacente sotto un giardino, dove gli anziani con i cani, delle volte anche qualche bambino, si trovano".

Secondo la ricostruzione, i residenti avrebbero chiamato anche la polizia municipale. Per Cuniberti il punto è soprattutto la necessità di mettere in sicurezza l'area: "È andata bene che il cornicione è caduto quando non c'era nessuno, perché se prendeva in testa qualcuno, io non so come ne usciva".

Non sarebbe peraltro il primo episodio. Cuniberti ricorda che circa due anni fa un altro pezzo di cornicione aveva colpito una persona alla testa, costringendola a ricorrere alle cure ospedaliere.

Una situazione che, secondo i residenti, va oltre il singolo episodio

La nuova caduta viene indicata come il sintomo di un problema più ampio. L'architetto Maurizio Galosso, che ha effettuato un sopralluogo nell'area insieme alla lista civica, parla di una situazione diffusa negli edifici.

Tra le criticità segnalate ci sono cornicioni e porzioni di intonaco soggetti a distacco, pilastri con fessurazioni, porzioni di solaio già distaccate negli androni e infiltrazioni dai tetti. A queste si aggiungono le condizioni della pavimentazione del cortile, dove, secondo la denuncia, gli interventi consisterebbero spesso in semplici rattoppi.

Tra le segnalazioni raccolte ci sono anche quelle degli abitanti degli ultimi piani, che lamentano infiltrazioni d'acqua nelle abitazioni. In un caso, secondo quanto riferito dall'architetto, l'acqua avrebbe raggiunto la caldaia e il quadro elettrico, creando una situazione ritenuta pericolosa.

Il quadro descritto si aggiunge a quello già denunciato nel precedente sopralluogo di Città Amica, quando erano stati evidenziati anche problemi legati all'accessibilità e alle barriere architettoniche, oltre a un caso di caduta con conseguenze fisiche per un residente. 

La lettera alle istituzioni

Dopo il nuovo episodio, Città Amica annuncia ora un'iniziativa formale. "Adesso noi provvederemo a fare una lettera nelle istituzioni, specificando quelli che sono i problemi tecnici", spiega Cuniberti.

La relazione  sarà trasmessa al sindaco, all'Atc, al prefetto e alle altre autorità competenti.

L'esponente di Città Amica torna quindi a chiedere interventi sulla manutenzione e sulla sicurezza degli edifici, mentre i residenti continuano a segnalare condizioni che, a loro giudizio, richiedono interventi strutturali e non più soltanto rattoppi.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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