Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni del consigliere comunale di Ambiente Asti, Mario Malandrone sull'intervista all'assessore all'Ambiente, Luigi Giacomini.
Siamo d'accordo con l'assessore Giacomini su un punto fondamentale: sui PFAS non servono né allarmismi né rassicurazioni superficiali. Servono conoscenza, controlli e trasparenza.
Ed è proprio per questo che riteniamo necessario fare un passo ulteriore rispetto alle dichiarazioni di principio.
Nell'intervista l'assessore afferma che "la prima esigenza è disporre di dati aggiornati, attendibili e riferiti specificamente al nostro territorio". È una considerazione che condividiamo pienamente. Ma allora la domanda è semplice: quali sono oggi i dati disponibili sui PFAS nel territorio di Asti? Quali controlli sono stati effettuati e con quale frequenza? E soprattutto, dove possono essere consultati dai cittadini?
Ci lascia invece perplessi il riferimento alla possibilità, per cittadini e condomini, di rivolgersi autonomamente a soggetti privati per far analizzare l'acqua.
È francamente singolare che, di fronte alla necessità di conoscere la situazione del territorio, si indichi ai cittadini la possibilità di pagarsi autonomamente un'analisi dell'acqua.
La possibilità di effettuare un controllo privato può certamente essere utile per chi desideri approfondire la situazione della propria abitazione, ma non può diventare la risposta istituzionale alla necessità di conoscere la qualità dell'acqua che tutti beviamo.
Non possiamo chiedere al cittadino di diventare il controllore della propria acqua potabile.
Il monitoraggio deve essere pubblico, sistematico, territorialmente significativo e trasparente. Deve consentire di comprendere non soltanto la situazione del singolo condominio, ma quella complessiva delle risorse idriche e del territorio.
È positivo che esistano laboratori qualificati in grado di effettuare analisi private. Ma un conto è offrire ai cittadini uno strumento aggiuntivo di approfondimento, un altro è lasciare intendere che per sapere cosa c'è nell'acqua che beviamo ciascuno debba provvedere autonomamente e sostenere un costo.
La tutela della salute e dell'ambiente non può essere trasformata in una questione di capacità individuale di pagarsi un'analisi.
Per questo chiediamo all'Amministrazione comunale di chiarire:
- quali dati aggiornati siano disponibili sulla presenza di PFAS nell'acqua e nelle altre matrici ambientali del territorio astigiano;
- quali controlli siano stati effettuati dagli enti competenti e con quali risultati;
- se esista un monitoraggio specifico e continuativo dei PFAS sul territorio;
- se l'Amministrazione intenda chiedere ad ARPA, ASL e agli altri enti competenti un quadro aggiornato della situazione;
- se i risultati dei controlli possano essere raccolti e messi a disposizione dei cittadini in maniera semplice e facilmente accessibile;
- quale sia il ruolo concreto che il Comune intende assumere nel coordinamento e nell'informazione alla popolazione.
Chiedere dati non significa creare allarmismo. Al contrario, è il modo migliore per evitarlo.
Così come non sarebbe corretto trasformare la semplice presenza di un contaminante in una certezza di rischio sanitario, allo stesso modo non è sufficiente rassicurare la popolazione senza mettere a disposizione dati verificabili.
La questione PFAS è particolarmente delicata proprio per la loro persistenza nell'ambiente e per l'attenzione che la comunità scientifica dedica alla loro presenza nelle matrici ambientali e all'esposizione della popolazione.
Per Ambiente Asti, dunque, l'approccio deve essere molto concreto: monitorare, prevenire, informare e intervenire quando necessario.
L'assessore parla di "certezze" che devono arrivare dai controlli, dalla scienza e dalla trasparenza delle istituzioni. Siamo d'accordo.
Ma le certezze non possono essere affidate alle analisi che ogni cittadino può permettersi di pagare. Devono essere costruite attraverso un sistema pubblico di monitoraggio, controlli indipendenti e dati accessibili a tutti.
Perché la trasparenza ambientale non può essere soltanto un principio enunciato: deve diventare una pratica amministrativa.
Ambiente Asti










