Provincia | 19 settembre 2026, 07:11

Viviamo in un posto bellissimo dove Alfieri può essere d’esempio

Puntata sull’incredibile valore territoriale che dovrebbe essere Vittorio Alfieri, nella recente prospettiva di portare su pellicola la sua colta irrequietezza

Viviamo in un posto bellissimo dove Alfieri può essere d’esempio

Tutto ad Asti ricorda Alfieri, e non potrebbe essere diversamente, considerati i suoi saldi legami, non solo perché luogo di nascita, con il capoluogo. Personalità tra le più irrequiete del XVIII secolo: scrittore, trageda, traduttore, viaggiatore incapace di stare a lungo fermo in un luogo. Magnifico insofferente alla vita e alle prepotenze dell’ordine costituito. 

Valore territoriale assoluto, tanto, tanto distintivo su cui si investe e si è investito ben poco per trasformarlo in elemento caratterizzante di Asti.

 E non parlo di prodotto che tra Palazzo Alfieri e i vari pezzi di città che compongono il Percorso Alfieriano ce n’è più che a basta per motivare visitatori e turisti. Parlo di comunicazione. Parlo del promuovere Asti facendo conoscere un suo gran bel personaggio, complicato e imponente. Farlo conoscere, destinando attenzioni e risorse al racconto, declinato su filoni, toni e trattamenti che possano interessare e coinvolgere i molti. Più facile a farlo che a dirlo, basta averne voglia.

Voglia che pare sia sbocciata in Fondazione Centro Studi Alfieriani, con l’arrivo alla presidenza di Giulia Carluccio, professoressa dell'Università di Torino dove insegna cinema, fotografia, televisione e media, vicepresidente di Film Commission Piemonte e direttrice del Centro Ricerche sull’Attore e il Divismo del Dipartimento di Studi Umanistici sempre dell’Università di Torino. Tanto per citare le note più salienti e in tema.

Un paio di martedì fa, nell’ambito di una serata conviviale del Rotary Club di Asti, incentrata su “Vittorio Alfieri, spirito libertario e avventuroso. Un esempio per i nostri giovani?”, nell’entusiasmo generale si è facilmente passati dalla domanda all’affermazione.

 La presidente Carluccio, supportata dall’infinita esperienza alfieriana di Carla Forno, direttrice della Fondazione, ha tratteggiato il ritratto di un giovane Alfieri, irrequieto, impaziente, orgoglioso, eccessivo, ma con la capacità di rinunciare a molto per poter manifestare liberamente le proprie opinioni. 

Un indubbio esempio per i giovani di oggi nel suo saper trasformare l'irrequietezza in ricerca, il privilegio in responsabilità. Esempio che potrebbe farsi film, come discusso e proposto durante la serata.

 Film, o ancor meglio serie TV rivolta principalmente alle nuove generazioni, che darebbe un indubbio risalto anche ad Asti. Grandiosa proposta che vale indubbiamente doppio, arrivata da una grande esperta di cinema, a conoscenza dei suoi meccanismi produttivi ed economici dalla posizione privilegiata in Film Commission. Tutto bellissimo. Tutto che fa ben sperare, e forse anche qualcosa di più, di poter vedere presto Vittorio Alfieri e la sua vivace e libera esistenza sul grande schermo, dando indubbia importanza ad Asti, a confermare quanto da anni diffuso da Cenacolo Alfieriano, associazione di cui mi onoro d’essere tra i fondatori: “Valore Alfieri. Valore Asti”.

Davide Palazzetti

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