Una mattinata di pesanti disagi ha colpito duramente i collegamenti ferroviari tra l'Acquese e il capoluogo astigiano. Il caso approda ora a livello istituzionale con la richiesta formale di convocare una seduta specifica della Commissione Trasporti regionale per fare piena luce sui continui disservizi e pretendere un piano concreto di interventi da parte di Trenitalia e Rfi.
A sollevare la questione è il consigliere regionale del Partito Democratico Fabio Isnardi, intervenuto dopo una sequenza di criticità che ha penalizzato in particolare chi viaggia per motivi di studio o lavoro. Tutto è partito dal convoglio delle 6.44 diretto ad Asti, uno dei più frequentati dai pendolari, che ha interrotto la propria corsa a metà percorso senza che venisse garantito alcun servizio sostitutivo su gomma.
I riflessi negativi si sono estesi rapidamente all'intera direttrice. Come evidenziato dalle segnalazioni del Comis, il blocco iniziale ha innescato un effetto domino: la corsa successiva ha accumulato quasi trenta minuti di ritardo, impedendo ai passeggeri di prendere la coincidenza per Torino, mentre il convoglio seguente è transitato con oltre mezz'ora di ritardo. Problemi analoghi hanno interessato anche il senso opposto di marcia, culminati nella cancellazione del treno programmato in partenza da Asti alle 8.12.
"Un treno affollato da lavoratori e studenti fermato a metà tragitto senza alternative ha scaricato disagi e costi vivi sulle famiglie, aprendo una giornata pessima per chi si sposta", sottolinea Isnardi, evidenziando come i ripetuti problemi finiscano per vanificare qualsiasi prospettiva di mobilità sostenibile. "Non si può chiedere ai cittadini di abbandonare l'auto privata di fronte a costi del carburante elevati e città trafficate se, al primo tentativo, si rischia di compromettere la puntualità sul lavoro o a scuola", prosegue il consigliere dem.
La vertenza sulla linea Acqui Terme-Asti si inserisce in un quadro di rivendicazioni più ampio che riguarda l'intera provincia. Tra le priorità indicate figurano il ripristino delle corse nei fine settimana — sia verso Acqui sia sulla linea per Alba —, un netto potenziamento dell'informazione all'utenza negli scali minori e un reale coordinamento strategico tra ferro e gomma.
"Un servizio inefficiente non è un servizio", conclude il consigliere ricordando le precedenti interrogazioni rimaste senza esito e sollecitando risposte chiare sia da piazza Castello sia dai vertici delle società ferroviarie.










