L'istituzione di una struttura dedicata alle cure palliative sul territorio astigiano resta avvolta dall'incertezza. A sollevare nuovamente la questione sono i Comitati Art. 32 di Asti, della Valle Belbo e del Nord della Provincia, che con una nota ufficiale indirizzata all'Assessorato regionale alla Sanità e alla Direzione generale dell'Asl AT chiedono chiarezza immediata sul futuro dell'Hospice.
Progetti accantonati e soluzioni in stallo
I rappresentanti dei comitati territoriali, Roberto Gerbi per Asti, Maurizio Carcione per la Valle Belbo e Irene Novarese per il Nord della provincia, ripercorrono le tappe di una vicenda segnata da continui cambi di rotta.
"L'istituzione di una struttura dedicata alle cure palliative, attesa da anni dalla cittadinanza della città di Asti e del Nord della provincia, rimane in uno stato di incertezza e sostanziale stallo", denunciano i firmatari dell'appello.
Il percorso per la realizzazione dell'Hospice ha visto infatti il susseguirsi di differenti ipotesi organizzative, nessuna delle quali ha finora trovato concreta attuazione. "Il progetto iniziale di collocarlo presso la Casa di comunità dell'ex Maternità è stato accantonato, insieme al recupero dell'immobile per il quale non vi sono certezze realizzative", spiegano Gerbi, Carcione e Novarese.
Successivamente si era valutata la possibilità di individuare gli spazi nell'area di Lungodegenza, un'opzione che tuttavia "Si è rivelata impraticabile, come da noi sostenuto fin dal primo momento".
L'appello a Regione e Asl per tempi e posti letto
L'ultima soluzione prospettata all'inizio dell'anno prevedeva l'utilizzo di alcuni locali all'interno del reparto di Oncologia, nell'ambito delle Cure palliative. Una strada che, secondo i comitati, rischia di rimanere soltanto sulla carta.
"Al momento non pare che questa ipotesi si stia concretizzando con i necessari atti formali", sottolineano i rappresentanti dei Comitati Art. 32. Da qui la richiesta perentoria rivolta direttamente ai vertici della sanità regionale e locale per uscire dall'impasse.
"Chiediamo all'Assessorato regionale alla sanità e alla Direzione generale della Asl Asti di esprimersi in modo chiaro e definitivo sui modi e tempi di realizzazione di questo indispensabile servizio", concludono Roberto Gerbi, Maurizio Carcione e Irene Novarese, sollecitando un pronunciamento ufficiale che specifichi "In particolare la collocazione della struttura e il numero di posti letto previsti".










