Nessuna spesa legale per chi affronta le conseguenze più drammatiche delle violazioni sulla sicurezza sul lavoro. L'aula della Camera dei deputati ha espresso un voto unanime a favore della proposta di legge che introduce il gratuito patrocinio per le persone offese, nei casi in cui il mancato rispetto delle norme antinfortunistiche provochi la morte o una totale inabilità del lavoratore.
Il provvedimento, che ora attende il via libera definitivo del Senato per entrare in vigore, cancella il vincolo delle soglie di reddito per l'accesso alla difesa a spese dell'erario, eliminando il rischio che un dissesto finanziario impedisca a una famiglia di costituirsi in giudizio.
La misura è nata da una convergenza trasversale tra maggioranza e opposizione, raccogliendo le firme di parlamentari di ogni schieramento. A sottolineare la portata della cooperazione istituzionale è stato uno dei cofirmatari del testo, il deputato Andrea Giaccone, che ha ribadito la necessità di affiancare le tutele processuali all'impegno primario della prevenzione: "Garantire il patrocinio a spese dello Stato, indipendentemente dal reddito, significa permettere alle vittime e ai familiari di far valere i propri diritti senza che le difficoltà economiche diventino un ulteriore ostacolo", ha spiegato il parlamentare, aggiungendo come di fronte a tragedie simili le istituzioni debbano fornire strumenti concreti affinché la giustizia rimanga accessibile a chiunque.
Con il trasferimento della discussione a Palazzo Madama, la norma punta a chiudere l'iter legislativo in tempi brevi, colmando un vuoto di tutela che spesso gravava sui parenti delle vittime proprio nelle fasi giudiziarie più complesse.










