Sport | 07 novembre 2026, 16:18

Rilancio dello sport astigiano, Città Amica e Azione unite: "Basta occasioni perse, servono progetti concreti"

Dai problemi strutturali del Censin Bosia al parquet del palazzetto, il polo civico e centrista chiede un tavolo di confronto urgente sulle priorità cittadine

Ph. Merfephoto - Efrem Zanchettin

Ph. Merfephoto - Efrem Zanchettin

Gradinate storiche transennate a causa del calcestruzzo ammalorato, coperture usurate e un settore ospiti ridotto a una sorta di recinto metallico per motivi di sicurezza. È da questo scenario che la lista civica Città Amica, guidata da Mauro Cuniberti, ha scelto di lanciare un segnale pubblico sullo stato di conservazione degli impianti cittadini. 

Durante una conferenza stampa organizzata direttamente all'esterno del campo di gioco dello stadio Censin Bosia, l'esponente civico ha riunito vari candidati consiglieri e i referenti provinciali di Azione, Roberto Marmo e Mario Bovino, per tracciare un quadro critico sulla gestione del patrimonio sportivo locale.

Al centro del dibattito non c'è soltanto la sorte dell'impianto di via Foscolo, costruito nel 1932, ma l'intero sistema di cura delle strutture comunali, intese come punto di riferimento sociale, educativo e d'attrazione economica per l'intera comunità astigiana.

A chiarire le ragioni del sopralluogo è stato Mauro Cuniberti, che ha collegato il degrado visibile a un problema strutturale di sicurezza e accoglienza:"Siamo qui per fare una ricognizione di quello che va e non va ad Asti", ha esordito. "Le tribune storiche non sono agibili, il cemento sta franando e le tifoserie ospiti vengono chiuse in una gabbia. Non possiamo presentarci così: sono dieci o quindici anni che non viene fatto nulla. Questo stadio va ripensato o ricostruito, altrimenti andrà tutto in deperimento".

Il promotore della lista civica ha inoltre evidenziato la funzione inclusiva dello sport di base, ricordando la presenza di formazioni giovanili composte da atleti con disabilità che incontrano serie difficoltà anche solo nell'acquisto del materiale tecnico.

Nel confronto sono intervenute anche figure legate all'associazionismo e alla scuola. Il presidente del club di tifosi "Guasti", Marco Vincoli, ha ricordato come la tifoseria locale si trovi costretta a vivere la partita dietro barriere divisorie provvisorie:

"Ci troviamo segregati in un settore per non avere i tifosi avversari a ridosso", ha spiegato Vincoli. "Girano altri stadi e si vedono meraviglie perché c'è voglia di fare. Partendo dallo sport si può toccare ogni ambito sociale e dare visibilità ai nostri campioni".

A sottolineare il valore formativo dell'attività motoria è stato poi il docente Francesco Zuccarò: "Lo sport allontana i ragazzi dalla dispersione e insegna regole e disciplina", ha precisato Zuccarò. "Ristrutturare il Bosia e gli altri impianti significa creare i pilastri della nostra società futura".

L'architetto Maurizio Galosso ha poi posto l'accento sulla necessità di intercettare fondi sovracomunali, portando ad esempio le ristrutturazioni degli stadi torinesi: "La prima domanda da porsi è se lo stadio possa ospitare categorie superiori a norma e in sicurezza", ha osservato Galosso. "La seconda riguarda i soldi: le risorse europee e regionali ci sono, ma arrivano soltanto a fronte di progetti già pronti nei cassetti".

A dare manforte alla denuncia è stato Mario Bovino, coordinatore provinciale di Azione ed ex assessore comunale allo Sport, che ha allargato lo sguardo ai problemi riscontrati anche al palazzetto dello sport cittadino, dove il parquet è stato danneggiato da infiltrazioni a breve distanza dalla posa: "Bisogna ringraziare le società che mettono risorse proprie per sopperire a impianti inadeguati", ha affermato. "Il problema di un'amministrazione è stabilire le priorità. Se non si crede nello sport come servizio sociale per togliere i giovani dalla strada, le risorse non si troveranno mai. I soldi ci sono quando si decide di fare una cosa: è solo una questione di volontà politica".

Durante l'incontro è stato inoltre ricordato come la mancanza di un impianto a norma penalizzi l'economia locale, citando l'esempio della società calcistica del Bra che ha dovuto sostenere costi considerevoli altrove per disputare il campionato di Serie D, risorse che avrebbero potuto creare un indotto prezioso ad Asti qualora il Bosia fosse stato pienamente agibile.

L'analisi politica conclusiva è stata affidata a Roberto Marmo, già presidente della Provincia di Asti, che ha mostrato un'orma rimasta impressa nel cemento fresco durante un recente ripristino per evidenziare la superficialità con cui vengono eseguiti i lavori: "Questo è il segno della disattenzione, mentre i lavori pubblici richiedono precisione", ha dichiarato. "Avevo proposto un tavolo di confronto su tutti i nodi irrisolti di Asti, ma nessuno ha risposto. Ognuno cerca di primeggiare, mentre occorre sedersi e decidere le priorità: stadio, ospedale, università e caserme. Servono progetti pronti per attingere ai bandi europei: o c'è un capovolgimento radicale, o questa città andrà a morire".

La conferenza si è chiusa con il richiamo, condiviso anche dai candidati presenti, a trasformare la manutenzione del patrimonio pubblico e lo sviluppo dell'impiantistica sportiva in una priorità programmatica per il futuro amministrativo del territorio.

Gabriele Massaro


Vuoi rimanere informato sulla politica di Asti e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 348 0954317
- inviare un messaggio con il testo ASTI
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
LaVocediAsti.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP ASTI sempre al numero 0039 348 0954317.

Leggi tutte le notizie di VACANZE ASTIGIANE ›

Vacanze Astigiane

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium