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Al Direttore | 22 novembre 2019, 13:12

Black friday e cyber monday: promozioni reali o solo festa per le grandi catene?

Riceviamo e pubblichiamo alcune considerazioni sull'attualissima tematica, a firma di Claudio Bruno, direttore di Ascom Confcommercio

Claudio Bruno (a destra, con il microfono) ritratto alla serata organizzata per il primo anno di pubblicazione della nostra Testata

Claudio Bruno (a destra, con il microfono) ritratto alla serata organizzata per il primo anno di pubblicazione della nostra Testata

Il 29 novembre in America e’ il giorno del “black friday” (venerdì nero)  viene subito dopo il “single Day” (un giorno solo) dove i negozi e le grandi catene, sfruttando i social ed internet, fanno offerte ed applicano sconti;  un giorno nato per offrire delle opportunita da sfruttare e magari per anticipare anche i “regali di Natale". Così e’ nato in America  a margine della “loro” festa del ringraziamento!

Le grandi catene lo stanno ormai da qualche anno applicando e promuovendo in molti altri paesi del mondo, Italia compresa, dando quasi per scontato questo evento, senza regole, ignorando (per usare un eufemismo) le conseguenze e le ricadute per certe categorie o settori commerciali.

Confcommercio che si è posta il problema ha sollevato eccezioni sul modo, sulle date, sulla periodo per un “evento” importato, copiato....  che sta diventando un “long period” (lungo periodo) di promozioni che in certi casi dura tutto il mese di novembre... e che rischia di protrarsi sino a... Natale! 

Per noi e’ inaccettabile perché sta diventando una festa solo per Amazon e per le grandi catene commerciali, creando una turbativa di mercato ed una concorrenza sempre meno sostenibile per  i nostri negozi, quelli storici, che mantengono vivi i centri urbani e che sono costretti ad adattarsi, anticipando “sconti e vendite promozionali” a prezzi da saldi!

E’ un tema molto delicato, su cui Confcommercio e Federmodaitalia stanno lavorando per mediare soluzioni sostenibili ai tavoli della Conferenza Stato-Regioni e del Ministero. Un impegno ed un lavoro che  continueremo a fare per il commercio, in particolare per i settori  del  fashion - abbigliamento e pelletteria, ma anche certe categorie particolarmente interessate come quelle della tecnologia e dell’arredamento, basti pensare che i nostri dati previsionali indicano un preoccupante +30% di vendite in più in questo “long period” principalmente riconducibile alle grandi catene.

Ci  preoccupa questo "cambiamento” che condiziona anche le abitudini dei consumatori, ci preoccupa il fatto che siamo di fronte ad una completa deregulation sulle vendite, ci preoccupa il mancato rispetto di una normativa che per quanto riguarda il Piemonte, impedisce nei 30 giorni precedenti la data dei saldi, le vendite straordinarie e/o promozionali. E ci preoccupa il fatto che non ci siano “regole uguali per tutti coloro che operano all’ interno dello stesso settore“.

Per questo chiediamo  che là dove già esistono le regole, queste vengano fatte rispettare dagli organi preposti al controllo, consapevoli del fatto che esiste una questione di fondo molto importante che non è solo quella di carattere burocratico ed amministrativo ma soprattutto di sostenibilità fiscale. Un tema questo che mette a rischio la piccola e media impresa ed i negozi di vicinato.

Al direttore

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