Attualità | 25 gennaio 2020, 07:30

Viviamo in un posto bellissimo: spazio alle donne

Puntata di invito a valutare la necessità di un cambiamento di rotta per il buon futuro di Asti, cogliendo contributi femminili oggi imprescindibili

Sanna Marin, premier del governo finlandese quasi tutto al femminile

Sanna Marin, premier del governo finlandese quasi tutto al femminile

Katerina Sakellaropoulou è stata appena eletta Presidente della Repubblica in Grecia, assieme alla giovane Sanna Marin, anche lei neo eletta, premier del governo finlandese, quasi tutto al femminile, sono indizi evidenti che qualcosa sta cambiando. Si sono aggiunte alla cancelliera tedesca e alle leader dei governi di Belgio, Danimarca, Islanda e Norvegia. Spagna, Svezia e Francia hanno più ministre che ministri, il nuovo capo della BCE si chiama Christine, il presidente della Commissione Ue, Ursula, guida l'esecutivo europeo più bilanciato fra generi di sempre e sulla prima poltrona del Fondo monetario internazionale siede Kristalina. Segnali, direi non solo forti, di più.

Veniamo allora nel nostro piccolo dove, per capire quanto questa magica tendenza trovi qualche tangibile riscontro, partirei con analizzare la toponomastica astigiana. Tra le 726 vie, strade e piazze, intitolate a qualcosa o a qualcuno, solo 29 hanno nomi di donne. Tra queste, nove sono di Madonne, sante, religiose e benefattrici; due poetesse del XVI secolo, Cotta e Scarampi, con quest’ultima meritevole di essere annoverata fra le più illustri donne letterate del suo tempo; sei  pedagoghe ed educatrici in scuole e licei cittadini e Silvia Taricco, autrice della Piccola storia dell’arte astigiana; una ottima soprano, attiva fra le due guerre, Caterina Monteregge detta Rina Regis; Olga Marchisio, nota sindacalista dal dopoguerra; la prima e la terza moglie di Garibaldi e altre cinque spose di vari uomini di potere, locali e non, dal ‘400 fino ai tempi più recenti dei Savoia; Anna Magnani e Grazia Deledda.

Evidenza che la storia non ci aiuti molto, ma non certo solo ad Asti. Il moto di cambiamento che si inizia a toccare in giro per l’Europa e nel Mondo è forte, ma recente, se non recentissimo. Le donne stanno recuperando spazio. Spazio di potere, di partecipazione e di rinnovamento, che spero trovi presto sfogo anche da noi. Ogni uomo che, per casata, ceto, caso, intelligenza, cultura o capacità, abbia toccato notorietà, onori o potere deve sicuramente moltissimo almeno ad una donna, che lo ha creato ed educato, e spesso anche ad una che lo ha sostenuto, confidente e compagna. Non credo però questo sia più sufficiente. La necessità di cogliere nuovi contributi femminili, che vadano oltre a datati stereotipi di genere, è oggi imprescindibile e mi auguro arrivino al più presto anche qui. Il futuro, prossimo e di medio termine, della nostra città ne ha sempre più bisogno.

Guardando poco fuori le mura, qualche buon esempio si tocca con le Donne del vino, associazione nata nel 1988 riunendo tante produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste, anche dell’Astigiano, o nell’ottimo lavoro dei vari sindaci donna sparsi tra i Comuni della nostra Provincia. Tra l’altro, qualche gustosa occasione di cambiamento la avremmo a breve: in primavera vanno in scadenza diversi vertici di centri di potere locale come la presidenza della Banca di Asti, quella della Fondazione CRAT, nel mondo vino la presidenza del Consorzio della Barbera d’Asti e domani, 26 gennaio, si vota per il rinnovo delle cariche sociali dell’Ascom astigiana. Senza scordare che tra un paio d’anni, se proprio non accade nulla prima, Asti cercherà un nuovo sindaco…

Sarebbe bello e tanto utile si cominciasse ad aprire queste ed altre porte alle donne, pieni della voglia di far cambiare rotta al nostro posto bellissimo.

Davide Palazzetti

Leggi tutte le notizie di VIVIAMO IN UN POSTO BELLISSIMO ›
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium