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Eventi | 05 giugno 2019, 16:21

Dopo 50 anni ad Asti torna in mostra il Codex Astensis

Dal 6 giugno al 7 luglio a Palazzo Mazzetti il più importante documento storico astigiano. Un'occasione unica per ammirare il libro della città nel suo principale museo

Dopo 50 anni ad Asti torna in mostra il Codex Astensis

Un ritorno emozionante dopo 50 anni.
La Fondazione Asti Musei, in collaborazione con il Comune di Asti, la Soprintendenza per i beni archivistici e librari e l'Archivio storico del Comune, espone da domani nel salone d'onore di Palazzo Mazzetti il Codex Astensis, per farlo conoscere al maggior numero possibile di visitatori, astigiani e turisti.

Un’occasione unica per ammirare il più importante documento storico della nostra città all’interno del palazzo barocco più rappresentativo della storia astigiana, sede della Pinacoteca Civica.

ll Codex Astensis, noto anche come Codice Malabayla, è una raccolta trecentesca splendidamente illustrata di cronache e documenti medievali che riguardano la città di Asti dal 1065 al 1353, oggi conservato presso l’Archivio del Comune di Asti e normalmente visibile solo su prenotazione.

"Il periodo di massimo splendore dell'Asti Comunale - spiega Barbara Molino, direttrice dell'Archivio storico. Il manifesto politico della classe dirigente astese nel momento in cui questa classe si sottomette a Gian Galeazzo Visconti, una dedizione in cui gli astigiani vedono dei vantaggi"

ll Codex, (380 carte legate in 45 fascicoli) è un vero e proprio liber iurium, un libro di leggi, raccolta di diritti della città di Asti, suddiviso in cinque parti: la Cronaca di Ogerio Alfieri, i privilegi e diplomi imperiali concessi al Comune, i documenti relativi ai territori ultra Tanagrum, quelli relativi alle terre citra Tanagrum e una quinta parte contenente diversi atti e scritture.

Il manoscritto, in elegante e professionale minuscola cancelleresca., presenta capilettera riccamente ornati ed è corredato da 105 miniature: le prime 6 raffigurano personaggi illustri della città e dell'impero, mentre le rimanenti 99 illustrano i territori intorno alla città. Una prima esposizione astigiana del Codex Astensis risale al 1971, nell'ambito della manifestazione Archivi e cultura in Asti epiù recentemente il documento è stato esibito nella mostra ”Dai Visconti agli Sforza", allestita a Palazzo Reale a Milano nel 2015.

I visitatori avranno la possibilità di esplorare le più belle tra le Splendide miniature attribuite in buona parte a Giovannino de’ Grassi, uno dei massimi esponenti del tardo gotico italiano grazie alla proiezione su schermo delle immagini salvate su supporto digitale, strumento importantissimo a cui è ricorsa la Città nell‘ottìca della conservazione di un bene archivistico assai fragile. Una breve introduzione storica e artistica su 3 pannelli completa l'esposizione, raccontando anche episodi curiosi e sconosciuti come la storia stessa del Codex e del suo arrivo ad Asti grazie a Quintino Sella.

"Il Codex, ha spiegato ancora Barbara Molino, deve essere chiuso per evitare danni alla legatura e durante l'esposizione deve essere illuminato da luci fredde e deve essere riaperto in punti diversi. Ovviamente deve essere tutelato, con vetro antisfondamento, opportunamente allarmato e in condizioni climatiche ideali. Il Codex, il martedì alla riapertura del museo verrà, come stabilito con il direttore Filippo Ghisi, aperto su una pagina diversa per conoscerne maggiori dettagli".

Mario Sacco presidente Fondazione Asti Musei, in conferenza stampa ha accennato alle polemiche su quanti sostengono che creando Asti Musei la città avrebbe "svenduto non si sa a chi", dicendo che i risultati della mostra di Chagall e le mostre successive, compresa questa, sono la dimostrazione che "è stata fatta la scelta più giusta".

Il sindaco Rasero ha rimarcato che,"una volta definita la giunta regionale, si rivolgerà all'assessore a Turismo e Cultura per continuare il percorso avviato con la Parigi". Fabio Carosso nel suo nuovo ruolo di consigliere regionale con entusiasmo ha rimarcato che "Occorre osare di più".
L'assessore alla Cultura Gianfranco Imerito"indipendente dal colore della Giunta, finora non si è fatto a sufficienza per far approcciare i cittadini al prezioso scrigno dei beni culturali cittadini".

LA MOSTRA

La mostra sarà visitabile con il consueto biglietto Smarticket nei consueti orari di apertura della Fondazione Asti Musei (da martedì a venerdi, 10-19)

I gruppi (minimo 15 persone) organizzati e prenotati che intendono visitare un solo museo della Fondazione potranno usufruire di un biglietto ridotto.

Ogni sabato (9, 16, 23, 30 giugno e 6 luglio), per tutta la durata della mostra, alle 16 visita guidata al Codex, compresa nel biglietto di accesso al museo.
Il 19 giugno inoltre si conoscerà il nuovo artista in mostra nel prossimo autunno.

Betty Martinelli e Gabriele Massaro

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