Voce al diritto | 27 novembre 2021, 07:45

Navigare in internet durante l’orario di lavoro: ecco cosa può succedere al dipendente

Navigare in internet durante l’orario di lavoro: ecco cosa può succedere al dipendente

“Gentile Avvocato,

ho ricevuto nei giorni scorsi una contestazione disciplinare dal mio datore di lavoro per avere navigato in internet durante l'orario di lavoro su siti non appropriati. E' vero, in quanto mi ero preso una piccola pausa e stavo visitando dei siti web che non avevano niente a che fare con il mio lavoro. Non riesco però a capire come il mio capo mi abbia scoperto: è possibile che abbia avuto accesso al mio computer? Può farlo secondo la legge?”

 

Caro lettore,

nel 2016 è divenuta legge il cosiddetto Jobs Act ovvero la riforma che ha cambiato profondamente il mondo del lavoro.

Tra le varie modifiche vi è anche quella sui poteri di controllo del datore di lavoro sul dipendente.

Prima del Jobs Act, il datore di lavoro non poteva controllare i dati di navigazione dei dipendenti se non in casi molti limitati, tra cui non era annoverata la verifica su come stessero lavorando i dipendenti.

Dopo la riforma, invece, il datore di lavoro può sorvegliare i dati di navigazione dei dipendenti, anche solo per ragioni disciplinari.

La novità è stata di recente confermata anche dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32760/2021.

La Corte, in particolare, si è pronunciata sul caso di un provvedimento disciplinare contro un lavoratore a cui il datore addebitava di avere navigato su siti di e-commerce la settimana prima di Natale.

Nella sentenza, la Corte ha affermato che, dopo la riforma del Jobs Act, il datore di lavoro può sorvegliare gli strumenti che il dipendente utilizza per la prestazione lavorativa, ciò allo scopo di verificare la diligenza nello svolgimento del lavoro. Tra questi strumenti ci sono anche il computer che l'azienda dà al lavoratore per svolgere le sue mansioni e la rete internet aziendale a cui il lavoratore può connettersi.

Il che vuol dire, caro lettore, che il suo datore di lavoro poteva controllare l'uso che lei ha fatto del computer aziendale durante l'orario di lavoro, per verificare se stesse effettivamente utilizzando la connessione per ragioni lavorative.

In conclusione, l'unico consiglio che posso darle è quello di fare più attenzione in futuro ai siti su cui naviga durante l'orario di lavoro.

Avv. Filippo Testa


Voce al diritto a cura dell'Avv. Filippo Testa
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