Vacanze Astigiane | 23 novembre 2023, 18:00

Vacanze Astigiane tra gioielli del territorio e cesti di frutta

Oggi invito ad Asti tra cibo buono e bello, nella piacevole unione di gioielli gastronomici dell’Astigiano in fiera e di famose nature morte in mostra

Gioielli del Territorio da trovare anche in un panino, al Palatartufo di Asti fino al 17 dicembre

Gioielli del Territorio da trovare anche in un panino, al Palatartufo di Asti fino al 17 dicembre

 

Dal prossimo fine settimana a metà dicembre credo sia proprio difficile non mettersi in agenda qualche giorno di Vacanze ad Asti. Già normalmente in città non si sa da dove cominciare per immergersi nel fascino di storia, arte, tradizioni e buon vivere, ma adesso...bam!

E allora invito, non tanto gli astigiani che sanno tutto e apprezzano tutto, ma tutti gli altri. I tanti che volessero fuggire temporaneamente da folle e follie commerciali natalizie, andando contro alla persistente considerazione del capoluogo come un luogo da frequentare giusto in occasione del suo settembre di Palio e di Sagre. E invece no, ora è l’ora. 

L’ora di tuffarsi tra profumi e sapori dell’autunno, custoditi nel Palatartufo di piazza San Secondo, fronte Collegiata, chiesa gotica tra le più antiche di Asti che accoglie, appena entrati a sinistra, con l’arte del grande Gandolfino, messa a polittico in una delle sue migliori espressioni. Palatartufo che esalta le eccellenze gastronomiche dell’Astigiano con I Gioielli del Territorio, a suon di degustazioni e vendita di tanti cibi tipici e buoni. Occasione imperdibile d’assaggio del panino dei panini, astigianissimo nei suoi ricchi e vari componenti: cruda di Fassone con olio alla nocciola tonda gentile, granella di nocciole, maionese al Moscato d’Asti, fettine di topinambur, spennellata di bagna cauda, qualche fettina di Roccaverano dop, e dal Nord Astigiano miele bio e cavolo cappuccio. Tanto local da poter essere sicuramente annoverato tra i confort food d’Orgoglio Astigiano.

L’ora di ritrovare, per i milanesi in primis, il fascino del loro Caravaggio, della natura morta tra le più note, se non la più nota al modo, fuori dal caos del mare di pubblico che caratterizza normalmente una visita in Pinacoteca Ambrosiana. Il posto dove sarà esposta dal 25 novembre prossimo è un antico e affascinante palazzo, Palazzo Mazzetti, sede museale stabile con opere di rilievo che già sole valgono la gita. Palazzo nato dell’accorpamento di diverse antiche abitazioni medievali, avvenuto soprattutto nella seconda metà del Seicento, e arricchito da sontuosi interventi settecenteschi, supervisionati da quel portento del Barocco di Benedetto Alfieri, e dagli immancabili, al tempo,  stuccatori luganesi. Stuccatori che, per inciso, girando per Asti e Astigiano te li trovi ogni dove, sempre però esenti da una qualche identità. Un po’ come la più recente casalinga di Voghera di arbasiniana memoria. 

Comunque, a non far sentire troppo sola la Canestra, abituata a colloquiare con il Musico di Leonardo, la Madonna del padiglione di Botticelli e i Magi di Tiziano, altre sue simili di buon valore storico e artistico. Altre nature morte, una ventina, tra cui opere di Orsola Maddalena Caccia, Jan Brughel il Giovane e Bartolomeo Bettera, utilissime a raccontare la rivoluzione esercitata da Caravaggio sulle generazioni successive.

Prima di tornarvene a casa, guai scordarsi di un ricordino. Ricordino olfattivo dall’essere stati parte della più grande bagna cauda collettiva al mondo, in uno dei giorni del Bagna Cauda Day, in scena, anche ad Asti, in decine e decine di locali durante i prossimi due fine settimana.

Davide Palazzetti


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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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