Sanità | 04 gennaio 2026, 11:14

Tumore grande come una gravidanza gemellare: salvata al Sant’Anna di Torino

L’eccezionale intervento a ridosso di Natale evidenzia l’efficienza della sanità piemontese nel gestire un caso oncologico complesso

Lo staff dell'ospedale con la paziente

Lo staff dell'ospedale con la paziente

Non avvertiva dolore e non immaginava ciò che stava crescendo silenziosamente dentro di lei. Una donna di 69 anni ha scoperto di essere affetta da un tumore ovarico di dimensioni eccezionali, paragonabile a una gravidanza gemellare a termine, solo quando il suo organismo ha improvvisamente iniziato a cedere a metà dicembre.​

Un miracolo di Natale in corsia

Il caso, definito dai medici un evento “normalmente eccezionale”, è stato preso in carico dalla Chirurgia Ginecologica mininvasiva dell’ospedale Sant’Anna di Torino, diretta dal dottor Paolo Petruzzelli. Nonostante le festività imminenti, la macchina della sanità piemontese si è attivata con una rapidità straordinaria: il 23 dicembre la paziente è stata sottoposta a un intervento durato sei ore che ha visto l’asportazione di una massa di ben 6 chilogrammi e un diametro di 28 centimetri.​

L’eccellenza della rete multidisciplinare

Il successo dell’operazione è il risultato di un coordinamento perfetto tra diversi presidi della Città della Salute e della Scienza di Torino. In sala operatoria hanno collaborato ginecologi, anestesisti, gastroenterologi dell’ospedale Regina Margherita, anatomopatologi e chirurghi d’urgenza delle Molinette. Questa sinergia ha permesso di trattare non solo la neoplasia ovarica, ma anche una seconda lesione intestinale che stava provocando una gravissima sofferenza all’organismo della donna.​

“Sono casi rari che dimostrano come il lavoro di squadra possa fare la differenza anche in urgenza”, ha sottolineato il direttore sanitario Umberto Fiandra. Il direttore generale della Città della Salute, Livio Tranchida, ha lodato la capacità di schierare contemporaneamente tutte le competenze necessarie, trasformando una situazione critica in una storia di speranza. Un risultato che pone ancora una volta il Piemonte all’avanguardia nella gestione delle complessità oncologiche, regalando alla paziente la possibilità di tornare a guardare al futuro proprio nei giorni dedicati agli affetti più cari

Redazione

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Elisabetta Testa

Da giovane giornalista creativa, scrivo di persone dalle storie incredibili, che hanno Asti nel cuore, che ne conservano un dolce ricordo, che qui ci hanno messo radici e che, orgogliosamente, fanno conoscere la nostra città in altre terre.
Orgoglio Astigiano è la storia di un salto, personale e professionale; è un invito a riscoprire se stessi attraverso le testimonianze di chi ce l'ha fatta.
Orgoglio Astigiano per me è sinonimo di scelta: la mia e quella degli altri.
Per questo ho voluto scrivere in prima persona ogni articolo della rubrica, convinta di riuscire a portare anche te nel mio mondo.
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