Al Direttore | 09 gennaio 2026, 09:46

"Un diritto non ha criteri, altrimenti è un fallimento": la lettera di un papà sugli asili nido

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di un genitore astigiano che rifiuta la logica delle graduatorie: "Si amministra la mancanza per chi non ha voce"

"Un diritto non ha criteri, altrimenti è un fallimento": la lettera di un papà sugli asili nido

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta firmata da un papà di Asti. Una riflessione che supera la cronaca della singola esclusione per porre un tema politico radicale: la natura stessa del servizio scolastico per la prima infanzia.

Se servono criteri, il diritto non esiste

Io non discuto i criteri. Li rifiuto.
Li rifiuto perché la loro esistenza è la prova del fallimento. Un diritto non ha criteri. Un diritto non seleziona. Un diritto non lascia indietro nessuno. Se per accedere a un asilo nido pubblico serve una graduatoria, allora l’asilo nido non è un diritto. È un bene scarso. E come tutti i beni scarsi, viene razionato.

Lo Stato non lo ammette, ma lo pratica

Chi difende i criteri difende una finzione: che il problema sia come scegliere, e non perché si è costretti a scegliere. Io contesto questo.
Contesto che si accetti come normale che:

i bambini competano,

le famiglie si misurino,

qualcuno venga escluso per definizione.

Questo non è equilibrio. È amministrazione della mancanza. Quando "non ci sono posti", non è una circostanza neutra: è una decisione politica. E i criteri servono a renderla presentabile.

Nessuno resti indietro

Nessuno proporrebbe criteri per accedere alla scuola dell’obbligo. Nessuno accetterebbe una graduatoria per essere curato. Nessuno difenderebbe una selezione per un diritto fondamentale. Eppure lo si fa per i bambini più piccoli. Quelli che non votano. Quelli che non protestano. Quelli che non fanno rumore.

Finché l’asilo nido sarà trattato come un servizio opzionale, l’esclusione sarà strutturale, non accidentale. Finché esisteranno criteri, qualcuno resterà fuori per progetto. Io non chiedo criteri migliori. Chiedo che non servano. Perché quando serve selezionare, il diritto è già stato negato.

Un padre di Asti

Al direttore

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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