Economia e lavoro | 02 gennaio 2026, 12:40

"Manteniamo Asti al centro": la ricetta di Sergio Ebarnabo per la Cassa di Risparmio

Il consigliere regionale: "Da sfatare il mito della cessione obbligatoria, puntiamo su alleanze con altre Fondazioni piemontesi"

Sergio Ebarnabo

Sergio Ebarnabo

In qualità di Consigliere Regionale del nostro territorio ma anche come Vice Presidente uscente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, auspico , anzi mi adopererò per mantenere la governance della nostra Banca che da oltre 180 anni è il punto di riferimento dell'economia e del sistema di imprese dell'astigiano, una delle banche commerciali più importanti non solo in Piemonte ma anche a livello nazionale con una rete diffusa di sportelli sul territorio a favore di piccole imprese, famiglie e cittadini con oltre 2000 occupati.

Prendento spunto dal recente intervento del Vescovo di Asti, tengo a precisare che per la Fondazione non c'è l'obbligo a dismettere la quota di maggioranza:

  1. perchè l'accordo / protocollo ACRI -MEF non è legge,
  2. perchè l'ACRI è un sindacato al quale le Fondazioni di origine bancarie aderiscono in modo volontario
  3. perchè anche l'adesione all'addendum dello stesso protocollo è stata volontaristica.

Bisogna quindi sfatare questa conclamata esigenza obbligatoria di dover vendere la Banca. Si può eventualmente ridurre la partecipazione della Fondazione ma solo se finalizzata al rafforzamento della governance. Dopo Biella, Vercelli , Torino potremmo aprire ad altre Fondazioni piemontesi tenendo Asti al centro.

Sergio Ebarrnabo - Consigliere regionale XII Legislatura

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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