L'ipotesi di riaprire l'Ecocentro di via Cuneo la domenica mattina, una volta al mese, torna a scaldare gli animi e mette i sindacati sul piede di guerra. Oggi si è tenuto un incontro tra le rappresentanze sindacali e l'Asp per discutere la nuova richiesta avanzata dalla Giunta comunale, intenzionata a reintrodurre il servizio festivo. Al tavolo erano presenti tutte le sigle: Arianna Franco per Fp Cgil, Michele Panella per Fiadel Ambiente, Valter Lanfranco per Fit Cisl e Ugo Petruzzella per Uil Trasporti, oltre alle RSU aziendali. La posizione è unitaria: un netto "no" a una riapertura che i lavoratori giudicano immotivata e priva di coperture economiche.
Una sperimentazione “fallimentare”
Il rifiuto dei sindacati non è un preconcetto, ma si basa sui dati. Arianna Franco ricorda come la questione non sia nuova: "Dal 1° gennaio al 30 giugno 2025 avevamo già concesso una fase sperimentale di apertura domenicale mensile, concordando di decidere il futuro del servizio solo dopo un'analisi quantitativa e qualitativa degli accessi". Il risultato? "Quella sperimentazione è stata assolutamente fallimentare: c'è stata una media di appena 15 accessi la domenica, qualitativamente molto scarsi. Parliamo di gente che mediamente aveva dimenticato di esporre l'immondizia nei giorni prestabiliti, non di veri conferimenti da Ecocentro".
Proprio alla luce di questi numeri, il servizio era stato interrotto. Ora però l'amministrazione lo ripropone, una mossa che la sindacalista definisce senza mezzi termini "un atto anche politicamente scorretto", perché "la Giunta riparte all'attacco senza però mettere sul piatto nulla".
Personale in affanno e costi
Al centro della vertenza ci sono i sei dipendenti dell'Ecocentro, che già faticano a coprire i turni ordinari. "Il servizio è andato ripetutamente in emergenza nel 2025: in sei basta una malattia lunga o le ferie per mandare tutto in crisi spiega Franco. Chiedere loro di coprire anche le domeniche, senza rinforzi, è impensabile".
I sindacati lasciano aperto un piccolissimo spiraglio, ma a condizioni ben precise che chiamano in causa direttamente il Comune come committente. "L'unica disponibilità a qualche ragionamento ci sarebbe solo se la Giunta ipotizzasse uno stanziamento per coprire due risorse aggiuntive e un'ecoindennità specifica per il lavoro domenicale", chiarisce la rappresentante Cgil.
C'è poi una questione di opportunità politica che va oltre le tutele sindacali. Investire risorse pubbliche per tenere aperto un sito che la domenica resta quasi deserto ha senso? "Fermo restando che investirebbero soldi della collettività, su questo ritengo ci sia qualche valutazione da fare", osserva Franco. "Ci rifiutiamo di ripetere una sperimentazione già fatta e già fallita. Che tutto debba ricadere sulle spalle del personale dell'Ecocentro non lo possiamo accettare".
La palla ora torna nel campo dell'amministrazione.










