Il settore del biogas agricolo rischia una drastica battuta d’arresto a causa di una norma contenuta nella bozza del Decreto Legge “Bollette”, che prevede la progressiva riduzione fino all’eliminazione dei PMG, i Prezzi Minimi Garantiti. Si tratta dello strumento transitorio introdotto dal Governo nel 2023 per assicurare una soglia minima di remunerazione all’energia elettrica prodotta in cogenerazione dagli impianti usciti dal regime incentivante storico.
Nei giorni scorsi Confagricoltura, a livello nazionale, ha chiesto una profonda revisione della norma, rivolgendosi direttamente al ministro dell’Ambiente e della Transizione ecologica, Gilberto Pichetto Fratin, denunciando il rischio concreto di chiusura per centinaia di impianti su tutto il territorio nazionale.
In Piemonte l’impatto sarebbe particolarmente pesante: sono a rischio circa 250 impianti di biogas agricolo e verrebbero coinvolte complessivamente circa 3.000 aziende agricole. “Le imprese – sottolinea Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – hanno investito confidando negli impegni assunti dal Governo nel 2023, rinnovando tecnologie, puntando sull’innovazione, sulle certificazioni, sulla copertura delle vasche e su altri interventi strutturali. Senza dimenticare che il Ministero dell’Ambiente ha anche attivato bandi per finanziare l’efficientamento degli impianti”.
Secondo Confagricoltura, l’azzeramento del sostegno al biogas agricolo determinerebbe uno scenario paradossale: la demolizione di numerose strutture esistenti proprio mentre lo Stato finanzia la realizzazione di nuovi impianti a biometano. “L’impatto sulle filiere agricole sarebbe molto significativo, sia sul piano economico sia su quello ambientale – prosegue Allasia – considerando che il biogas agricolo è una tecnologia particolarmente efficiente anche in termini di costi”.
A livello nazionale, gli impianti interessati dal Decreto Bollette sono 1.155, di cui 235 con potenza inferiore ai 300 kW e 918 oltre i 300 kW. Per questi ultimi, solo 200-250 potranno tecnicamente riconvertire la produzione da biogas a biometano, mentre tutti gli altri sarebbero costretti alla chiusura.
Confagricoltura evidenzia come gli impianti di biogas agricolo svolgano un ruolo strategico non solo per l’autosufficienza energetica, ma anche dal punto di vista ambientale. Oltre a produrre energia elettrica rinnovabile e programmabile, contribuiscono infatti alla gestione sostenibile dei residui agricoli e dei reflui zootecnici, riducendo in modo significativo la dispersione di nitrati nelle falde e le emissioni di gas climalteranti in atmosfera.
Da qui l’appello dell’organizzazione agricola al Governo affinché la norma venga modificata, salvaguardando un comparto considerato essenziale per la transizione energetica e per la tenuta economica e ambientale delle imprese agricole.










