Cultura e tempo libero | 20 gennaio 2026, 07:01

Memoria e riscatto al Teatro di Costigliole d’Asti

La compagnia C'era l'Acca porta in scena "Ladro di razza" per la stagione Vite in scena: una commedia dolceamara sulla Roma del 1943

I C'era Lacca

I C'era Lacca

Un piccolo truffatore, una donna sola nel ghetto e la grande storia che irrompe, chiedendo a ciascuno da che parte stare. La stagione teatrale Vite in scena del Teatro Comunale di Costigliole d’Asti si prepara a celebrare la Giornata della Memoria con un appuntamento di profonda intensità civile.​
Domenica 25 gennaio, alle 21, il palcoscenico costigliolese ospiterà la compagnia C’era l’Acca con lo spettacolo "Ladro di razza", testo firmato da Gianni Clementi che mescola i toni della commedia neorealista con la drammaticità delle leggi razziali.​

La trama: opportunismo e coraggio

Siamo a Roma, nel 1943. La città è stretta nella morsa dell'occupazione e le leggi razziali hanno già confinato la comunità ebraica nei ghetti. È in questo scenario che si muove il protagonista, un piccolo malfattore abituato a vivere di espedienti. Il suo piano sembra semplice quanto cinico: approfittare della situazione di vulnerabilità di una "zitella" ebrea per sottrarle i beni.​
Tuttavia, quello che nasce come un atto di sciacallaggio prende presto una piega inaspettata. Di fronte alla brutalità degli eventi, l'uomo — fino a quel momento opportunista e vigliacco — scoprirà dentro di sé risorse morali che non sapeva di possedere, trovando la via per un inatteso riscatto umano.​

Riflettere col sorriso amaro

Lo spettacolo si presenta come una commedia "dolce-amara", capace di toccare le corde dell'anima senza rinunciare a far riflettere. Attraverso la lente del teatro, "Ladro di razza" non si limita a raccontare l'orrore della guerra e del razzismo, ma restituisce la memoria di quegli episodi di solidarietà silenziosa che hanno attraversato gli anni più bui. Piccoli gesti e scelte coraggiose che, pur non potendo cancellare il male assoluto della Shoah, ne hanno contrastato la disumanizzazione.​
Un appuntamento importante, dunque, per "ricordare, comprendere e riaffermare il valore della memoria e della dignità umana" proprio nei giorni in cui tutto il mondo si ferma a riflettere su ciò che è stato.
 

Redazione

Leggi tutte le notizie di VIVIAMO IN UN POSTO BELLISSIMO ›

Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium