Formazione, lavoro e territorio si incontrano in un nuovo progetto che guarda al futuro del welfare locale. Lunedì 26 gennaio, nella sede di Confcooperative Piemonte Sud, verrà presentato ufficialmente il progetto “Apprendistato Duale Socio-Sanitario”, promosso da Socialcoop consorzio cooperative sociali e dalla cooperativa Itaca, aderenti a Confcooperative Piemonte Sud.
L’iniziativa nasce da un’esigenza concreta emersa nel lavoro quotidiano delle Residenze sanitarie assistenziali: costruire nuove figure professionali di supporto, capaci di coniugare competenze organizzative, relazionali e conoscenze di base in ambito socio-sanitario. Un bisogno reale a cui la cooperazione sociale risponde proponendosi, ancora una volta, come laboratorio di innovazione e strumento di sviluppo territoriale.
Il progetto prende le mosse dall’esperienza dell’Istituto professionale Alberto Castigliano di Asti, che da anni forma studenti nell’ambito socio-sanitario ma che, allo stato attuale, non consente un accesso diretto alle professioni assistenziali senza ulteriori percorsi formativi. Da qui l’intuizione di costruire un’alternativa concreta, capace di valorizzare le competenze già acquisite e inserirle in un percorso professionalizzante reale.
L’Apprendistato duale socio-sanitario si basa su una delle tre forme previste dal contratto di apprendistato e integra scuola e lavoro. Gli studenti coinvolti svolgono fino a 500 ore annue in azienda e almeno 550 ore a scuola. Una volta inseriti nel circuito, vengono assunti come apprendisti e, oltre alle 1.050 ore obbligatorie di formazione, possono svolgere attività lavorativa ordinaria, regolarmente retribuita secondo quanto previsto dal contratto.
“I giovani partecipanti potranno avviare fin da subito un percorso di formazione “on the job” concreto e immediatamente spendibile”, spiega la dirigente scolastica Martina Gado. “Un’esperienza strutturata, accompagnata da un piano di studi e da un tutoraggio ben definito, che risponde sia ai bisogni formativi degli studenti sia a quelli delle strutture socio-sanitarie”.
La figura professionale individuata è quella del receptionist-segretario di struttura, un ruolo centrale all’interno delle RSA. Si tratta di una vera e propria figura di raccordo tra famiglie, ospiti, direzione e personale operativo, con compiti che spaziano dall’accoglienza alla segreteria quotidiana, dalla gestione delle comunicazioni interne al supporto nelle pratiche amministrative e sanitarie, fino alla prenotazione di visite e trasporti. Un profilo che richiede competenze tecniche, ma soprattutto spiccate capacità relazionali e comunicative.
“Questo progetto nasce da un bisogno reale delle nostre strutture e da una responsabilità educativa che sentiamo come cooperativa”, sottolinea Maurizio Serpentino, presidente della cooperativa promotrice. “Abbiamo scelto di investire sui giovani, offrendo loro un lavoro vero e una prospettiva professionale, senza costringerli a ripartire da zero. Anche per chi vorrà proseguire gli studi in ambito sanitario, questo percorso rappresenterà un valore aggiunto”.
Il progetto è costruito in stretto dialogo con la scuola e con gli studenti. “Il percorso è stato presentato a quattro classi dell’istituto professionale: quindici studenti hanno manifestato interesse e, dopo una selezione, sono stati scelti cinque ragazzi”, spiega Silvia Farotto, docente di riferimento. “Per loro l’apprendistato prenderà ufficialmente avvio oggi. I contratti sono stati attivati dal 15 gennaio 2026 e avranno una durata di 24 mesi, in linea con il CCNL di riferimento”.
L’esperienza si svolgerà all’interno della RSA E. Pescarmona di San Damiano d’Asti, struttura di proprietà della Fondazione Elvio Pescarmona e gestita da Socialcoop, con una capacità di accoglienza fino a 100 persone non autosufficienti. Un presidio sociosanitario da tempo integrato nel territorio e già sede di tirocini per i corsi OSS e per il corso di laurea in Scienze infermieristiche.
Dal 2023, inoltre, Fondazione Pescarmona, Socialcoop e Itaca sono protagoniste del progetto “San Damiano, una comunità che cura”, una rete che coinvolge cooperative, fondazioni, enti pubblici e servizi sociosanitari per rafforzare il ruolo della comunità e l’integrazione tra pubblico e privato sociale.
“Questa iniziativa dimostra come la cooperazione sappia innovare partendo dai bisogni reali delle comunità”, evidenzia Mario Sacco, presidente di Confcooperative Piemonte Sud. “Il progetto unisce formazione, lavoro e welfare territoriale, rafforzando le RSA e offrendo ai giovani opportunità concrete e sostenibili”.










