Attualità | 31 gennaio 2026, 11:36

Cardinal Massaia, viaggio nei reparti tra tecnologia e umanità: “Sette milioni per un ospedale che funziona davvero” [FOTO e VIDEO]

Dal nuovo acceleratore lineare alle risonanze magnetiche “luminose”: 7 milioni del PNRR per 13 grandi macchinari che lo rendono un polo d’eccellenza, aperto oggi ai cittadini

Le immagini della giornata (Merphefoto)

Le immagini della giornata (Merphefoto)

Questa mattina l’ospedale Cardinal Massaia di Asti  ha aperto le porte ai cittadini per mostrare da vicino le nuove grandi apparecchiature acquistate grazie ai fondi del PNRR, un investimento di quasi 7 milioni di euro per 13 macchinari destinati a Cardiologia, Radiologia, Radioterapia oltre alle nuove installazioni recentmente inaugurate in Oncologia.

Ad accogliere i visitatori, nell’atrio, il suono di un pianoforte ha dato un tono caldo e informale a una mattinata dedicata alla tecnologia ma anche al rapporto umano con i pazienti.  

Le 13 grandi apparecchiature del Cardinal Massaia presentate sono costituite da un acceleratore lineare del valore di 2.069.168 euro, due risonanze magnetiche per 2.393.330 euro complessivi, un angiografo dal costo di 604.697 euro, una TAC da 541.158 euro, cinque tavoli radiologici per 1.128.789 euro, un mammografo da 145.161 euro e due ecografi per 129.194 euro.

Gorgoni: "Il Massaia è un ospedale di alta qualità'

Non è un taglio di nastro: queste macchine sono già funzionanti, oggi vogliamo far vedere un ospedale che lavora e che funziona”, ha sottolineato il direttore generale dell’Asl AT Giovanni Gorgoni aprendo l’open day, affiancato dall’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi e dai professionisti dei reparti coinvolti. Gorgoni ha ricordato come le nuove attrezzature vadano a sostituire macchinari in servizio dai primi anni Duemila, ormai oltre i vent’anni di vita, segnando un salto di qualità per la sanità astigiana.  

Grazie al PNRR abbiamo installato circa sette milioni di euro di attrezzature e ci stiamo già muovendo per recuperare altri tre milioni necessari a completare il rinnovamento tecnologico”, ha spiegato il direttore generale, definendo il Cardinal Massaia “un ospedale con una qualità molto alta”. 

Nel suo intervento non sono mancati i ringraziamenti alla direttrice amministrativa Alessandra Brusco, ai responsabili dell’area tecnica e acquisti, agli operatori del volontariato ospedaliro  (Vao)  che hanno accompagnato i gruppi in visita e al mondo del terzo settore “particolarmente presente” in Asl AT.

 

Riboldi: "Non solo alta tecnologia ma umanità"

L’assessore Riboldi ha posto l’accento sul “gioco di squadra” tra personale sanitario e volontari, decisivo per umanizzare la struttura e rendere le prestazioni efficaci parte di un vero percorso di cura. “Asti ha un ospedale relativamente nuovo, ma non abbastanza da avere una struttura diagnostica sempre aggiornata: oggi interveniamo proprio su questo, con una risonanza di nuovo profilo, un acceleratore lineare, un tavolo RX, un angiografo e macchine accompagnate anche da un filo di intelligenza artificiale che aiuterà i nostri professionisti a essere più efficienti”, ha spiegato.

Cardiologia, tanti pazienti da fuori provincia e regione

Nel percorso di visita, guidato dai professionisti dei reparti, la prima tappa è stata la Cardiologia, dove il primario Marco Scaglione ha illustrato il nuovo angiografo per le procedure di cardiologia interventistica ed elettrofisiologia. “Abbiamo agganciato al sistema anche la possibilità di utilizzarlo in qualsiasi momento da remoto: dal mio cellulare posso vedere la sala”, ha spiegato Scaglione, ricordando come il Cardinal Massaia sia “un presidio di eccellenza sulla cardiologia” e centro di training nazionale per l’elettrofisiologia.  

Il primario ha ricordato come il reparto esprima oltre 31 mila prestazioni l’anno in ambito cardiologico e registri una mobilità attiva del 60% di pazienti provenienti da fuori quadrante, oltre a una delle più basse mortalità a 30 giorni dopo eventi acuti. “Abbiamo 1.679 pazienti seguiti con la telemedicina, di cui monitoriamo costantemente funzioni e parametri, e una sala interventistica che arriverà a lavorare su 12 ore: investire in tecnologia significa servire meglio la popolazione”, ha aggiunto.  

Al piano inferiore i visitatori hanno potuto entrare nelle sale della Radiologia diretta da Mattia Macagno, reparto che eroga ogni anno 156 mila prestazioni, “quasi una per ogni abitante della provincia”.  Qui sono state presentate le due nuove risonanze magnetiche dotate di “volta luminosa” per favorire il rilassamento dei pazienti, con un diametro del tubo più ampio, immagini di qualità superiore e tempi di acquisizione ridotti. 

Il tour è proseguito in Radioterapia, dove gli acceleratori lineari di ultima generazione permettono di colpire il tumore con estrema precisione risparmiando al massimo i tessuti sani, sotto la responsabilità della direttrice Maria Tessa e con il supporto della Fisica Sanitaria coordinata da Simonetta Amerio

In chiusura, il passaggio in Oncologia ha completato il quadro di un ospedale che investe contemporaneamente sulla potenza delle immagini e sulla capacità di accompagnare il malato lungo tutto il percorso di cura. 

Le visite, organizzate in gruppi di 20 persone con partenza ogni mezz’ora dall’ingresso del Cardinal Massaia, hanno registrato un forte interesse da parte del pubblico, curioso di vedere ciò che abitualmente resta nascosto dietro le porte dei reparti. 

L’open day ha così trasformato un investimento milionario in un’occasione di trasparenza e incontro, mostrando come le nuove tecnologie, se affiancate da professionisti competenti e da una comunità solidale, possano diventare uno strumento concreto per una sanità più vicina ai cittadini.

Alessandro Franco

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