Cronaca | 06 febbraio 2026, 16:46

Chiavette Usb e materiale pedopornografico: l’inquietante raccolta dell'uomo che ha abusato per anni della figliastra

Comportamenti anomali e un quadro perverso documentato dai file sequestrati sui dispositivi dell’imputato accusato di violenza sessuale

Immagine generica

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Chiavette Usb, fotografie, video. Il caso è ancora quello di Giacinto Sostero, l’uomo accusato di violenza sessuale e riduzione in schiavitù nei confronti della figlia della compagna.

Sul banco dei testimoni due compagne di scuola delle superiori, l’ex collega della mamma, il maestro di tennis, ma soprattutto l’analisi dei file presenti sui dispositivi informatici dell’imputato portata dal sovrintendente della Polizia di Stato e dal perito incaricato dal Pubblico ministero Manuela Pedrotta: immagini forti, foto della ragazza, della compagna e contenuti che sarebbero stati scaricati da siti pedopornografici.

Infanzia e adolescenza, ambiguità e cambiamenti

Comportamenti atipici osservati davanti a scuola sono stati descritti nell’intervento in aula della prima testimone. La ragazza, che ha dichiarato di non aver mai avuto rapporti diretti con la parte lesa, ha riferito di aver notato atteggiamenti ambigui tra quest’ultima e l’imputato, che la accompagnava tenendola per mano o a braccetto e la attendeva all’uscita. Scene simili, ha precisato, si sarebbero ripetute anche fuori dall’ambiente scolastico, quando li incontrava per strada insieme.

Proprio sull’ambiguità della situazione e sul comportamento della ragazza è andata anche la seconda testimonianza di oggi, quella di un’amica d’infanzia che ha condiviso gran parte del percorso scolastico, anche se, a partire dagli anni delle elementari, qualcosa era cambiato. La testimone ha ricostruito un progressivo isolamento iniziato già dalle elementari, in coincidenza con il ritorno nella famiglia d’origine e la presenza costante di Sostero, che, come descritto anche nella precedente testimonianza, la accompagnava quotidianamente a scuola tenendola per mano, una situazione che ha definito "insolita" per la sua età.

“Era una ragazza totalmente diversa - spiega - Sembrava come se mettesse una maschera: appariva una ragazza normale, non dico serena, perché non sembrava felice. Con noi, però, in quel periodo, non si è mai aperta”.

L’anomalia è stata registrata anche dal maestro di tennis, che aveva conosciuto Sostero al circolo, notando l’atteggiamento autoritario dell’imputato nel riprendere gli errori della ragazza. Il maestro ha testimoniato di aver visto spesso i due per mano, anche in presenza della mamma: “Mi sembrava strano che una ragazza intorno ai vent’anni stesse costantemente per mano con lui”.

Il frequente tenere per mano la ragazza è stato sottolineato anche dalla sindacalista ed ex collega della madre, che ha parlato della richiesta della signora, dopo il Covid, di proseguire il lavoro da casa, temendo per l’incolumità sua e della figlia. La testimone ha poi confermato la propria deposizione rilasciata a luglio, riportando che la collega le aveva confidato alcuni episodi di violenza subita.

Il ritrovamento del materiale pedopornografico

L’ultimo teste, prima della perizia sul recupero dei materiali eliminati dal dispositivo dell’imputato, è stato il Sovrintendente della Polizia di Stato. A essere al centro della deposizione sono state le tre chiavette usb sequestrate dopo la denuncia.

Foto, video, siti, una scatola cinese contenente materiale di nudo, pornografia, immagini di minori, spesso in età infantile. Un insieme di cartelle e sottocartelle. File in cui l’imputato filma la ragazza, dicendole le pose da assumere. E, ancora, scavando tra gli altri folder, link a siti pedopornografici e foto scaricate da internet di bambini molto piccoli costretti a rapporti sessuali.

Un quadro ricostruito anche dal consulente informatico Giuseppe Dezzani durante la sua ricerca di recupero del materiale eliminato dal computer dell’imputato, su cui ha stilato una relazione che ne ha descritto il contenuto, confermando la natura pedopornografica.

Francesco Rosso

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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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