Eventi | 08 febbraio 2026, 17:03

Asti, Candelaresi difende Pucci: "Una sconfitta per tutti quando l'arte viene minacciata"

L'assessore alla Cultura interviene sul caso Sanremo ricordando lo show del comico ad Astimusica nel 2022. E sui social si accende il dibattito: giusto che un artista debba fare un passo indietro per colpa degli haters?

Andrea Pucci

Andrea Pucci

Tre anni fa ridevamo tutti. Era l'11 luglio 2022 e piazza Cattedrale era un tappeto di sedie occupate, di gente venuta a cercare leggerezza sotto le stelle di Astimusica. Sul palco c'era lui, Andrea Pucci, con la sua Zurawski Band, a raccontare con la solita irriverenza i tic e le manie dell'italiano medio. Oggi, di quella leggerezza, sembra rimasto ben poco.

Il comico milanese è finito nel tritacarne mediatico per il "gran rifiuto" al Festival di Sanremo 2026. Niente palco dell'Ariston per lui: le minacce e gli insulti ricevuti sui social, di omofobia e razzismo, che hanno preso di mira anche la sua famiglia, lo hanno convinto a dire "no, grazie". Una resa di fronte alla violenza verbale che non ha lasciato indifferente Paride Candelaresi.

L'intervento dell'assessore

L'assessore alla Cultura del Comune di Asti ha affidato ai social una riflessione amara, che va oltre la semplice solidarietà. "Tre anni fa Andrea Pucci è stato ad Asti, regalando alla città uno spettacolo divertente e di grande mestiere", ricorda Candelaresi.

Ma è il passaggio successivo a colpire nel segno: "Al di là delle appartenenze politiche, che in questo caso non mi interessano, è sempre un fallimento quando un artista è costretto a rinunciare a un palcoscenico perché minacciato o delegittimato. Un artista può piacere o meno, ma la libertà dell’arte andrebbe sempre difesa".

Il dibattito è aperto

Le parole di Candelaresi toccano un nervo scoperto. Può piacere o meno la comicità di Pucci (spesso "scorretta", talvolta divisiva), ma il punto sollevato è un altro: fino a che punto i "leoni da tastiera" possono condizionare la vita culturale e artistica del Paese?

Ad Asti, nel 2022, Pucci portò il suo "Il meglio di...", uno show leggero che fece il pieno di applausi. Nessuno si indignò, nessuno gridò allo scandalo. Oggi, invece, il clima sembra avvelenato. E mentre il web si divide tra chi esulta per la sua rinuncia e chi parla di censura preventiva, la domanda dell'assessore resta sospesa e chiama in causa tutti noi: "Non so voi come la pensiate".

Già, voi come la pensate? È giusto che un artista debba scendere dal palco per proteggere i suoi figli dagli insulti, o abbiamo (tutti) perso qualcosa lungo la strada?

Betty Martinelli

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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