C'è un ex presidente che entra in scena dalla platea, a grandi falcate, accompagnato da una guardia del corpo, e da lì a poco coinvolgerà gli spettatori in un gioco di equilibri, ipocrisie e svelamenti. Andrà in scena sabato 28 febbraio alle 21 al teatro Balbo di Canelli "Il Presidente", con Filippo Nigro, uno degli attori più versatili del panorama italiano tra cinema, teatro e serie tv, con la regia condivisa con Fabrizio Arcuri e il testo di Davide Carnevali.
Lo spettacolo è inserito nella stagione Canelli in Teatro – Oltre i confini, promossa dalla Fondazione Egri – Centro di Rilevante Interesse per la Danza, nell'ambito del progetto Ipuntidanza.
Un leader senza nome, un pubblico senza alibi
"Il presidente" nasce da "Confessione di un ex presidente", testo scritto da Carnevali nel 2012 e riscritto per questa produzione in collaborazione con i registi. In scena un leader senza nome e senza partito, che potrebbe essere quasi chiunque: un uomo di potere decaduto che decide di dire, finalmente, la sua verità. Il monologo procede per scarti improvvisi, scivolando dall'attualità alla confessione, dall'autoassoluzione all'autoironia, con una manipolazione costante del confine tra verità e artificio.
Il punto di forza dello spettacolo sta nel suo rapporto strutturale con la platea: Nigro coinvolge, provoca, chiede conferme, costringe il pubblico a esporsi e a prendere posizione. Ogni replica diventa così irripetibile, reindirizzata dalla reazione degli spettatori, chiamati a diventare testimoni, giudici e, in qualche modo, complici. "Il lavoro principale non è stato sul testo, quanto sulla postura, sull'atteggiamento, sul modo in cui l'attore trasforma lo spazio in relazione costante con gli spettatori", ha raccontato Arcuri.
Secondo capitolo di una trilogia sul rapporto scena-pubblico
"Il Presidente" è il secondo capitolo di una trilogia ideale avviata da Arcuri e Nigro, che non cerca continuità narrativa ma metodologica: un teatro che si fonda sulla relazione come motore drammaturgico. Il primo capitolo era stato "Every Brilliant Thing (Le cose per cui vale la pena vivere)" di Duncan Macmillan, che con linguaggio diretto aveva esplorato la dimensione emotiva del senso della vita. Con "Il Presidente" il binomio Arcuri-Nigro sposta l'attenzione sul terreno politico e civico, facendo del palcoscenico un laboratorio di riflessione sulla responsabilità individuale e collettiva.
Il vero disagio che lo spettatore si porta a casa uscendo dalla sala, scrivono i critici che lo hanno già visto, non viene dal Presidente, ma dalla consapevolezza più scomoda: "La colpa è soprattutto nostra, di chi ha votato, di chi ha creduto, di chi non ha impedito". Un teatro, quello di Arcuri e Nigro, che non imita la realtà ma la mette in discussione, restituendo allo spettatore il proprio ruolo nel sistema democratico.
I biglietti sono disponibili su ciaotickets.com (intero 25 euro, ridotto 20 euro per over 65, under 14 e possessori della tessera musei).










