Attualità | 27 febbraio 2026, 07:55

La voce di Paolo arriva a Sanremo: "Non deve più accadere a nessuno"

Il giovane originario di San Damiano, rimasto tetraplegico dopo un'aggressione, è stato ospite in collegamento della terza serata del festival. Oltre 30 mila firme avevano sostenuto la petizione per portarlo all'Ariston

Paolo a Sanremo

Paolo a Sanremo

Il palco più importante d'Italia si è fermato ieri sera, giovedì 26 febbraio, per ascoltare una storia di dolore e incredibile forza.

 Paolo Sarullo, il 25enne di origini sandamianesi la cui vita è stata stravolta da un atto di violenza cieca, è stato protagonista di un intenso collegamento in diretta con Carlo Conti. 

Dall'ospedale dove prosegue il suo lungo percorso di riabilitazione, Paolo ha portato un messaggio potente contro il bullismo e la violenza giovanile, commuovendo milioni di spettatori.

Una petizione nata dal cuore dell'Astigiano

La presenza di Paolo a Sanremo non è stata casuale, ma il coronamento di una mobilitazione popolare. 

Nelle scorse settimane, infatti, era partita su Change.org una petizione lanciata dalla sorella Rossella Lamarra, presidente della Fondazione Uniti per Paolo, che in breve tempo aveva superato le 30 mila firme. 

L'appello, rivolto direttamente alla Rai, chiedeva che la tragedia di questo giovane potesse trasformarsi in un monito educativo per le nuove generazioni.

"Voleva tantissimo essere fisicamente a Sanremo per raccontare la sua storia, questo non è stato possibile per le sue condizioni ma Paolo è comunque qui con noi", ha spiegato il conduttore visibilmente emozionato. 

Durante il collegamento, Paolo ha intonato alcune strofe della canzone "Balorda nostalgia" del suo idolo Olly e, alla domanda se avesse perdonato i suoi aggressori, ha risposto con un "Sì" che ha scatenato un lunghissimo applauso in sala.

La notte che ha cambiato tutto

La vicenda di Paolo Sarullo è una ferita ancora aperta. La notte del 19 maggio 2024, mentre rientrava da una serata in discoteca nel savonese, il ragazzo è stato accerchiato da un gruppo di coetanei che volevano sottrargli il monopattino.

 Un pugno al volto lo ha fatto cadere all'indietro: l'impatto violentissimo della testa sull'asfalto ha causato una gravissima emorragia cerebrale.

Da quel momento è iniziata un'odissea clinica: due interventi chirurgici da 15 ore ciascuno, tre mesi di coma e la diagnosi di tetraplegia.

 Nonostante le gravissime compromissioni motorie e cognitive, Paolo ha scelto di non arrendersi e di utilizzare la sua voce per dire a tutti i giovani: "Non deve più accadere a nessuno".

Un simbolo di speranza per San Damiano

A San Damiano d'Asti, dove vive ancora parte della sua famiglia, la partecipazione di Paolo al festival è stata vissuta con immenso orgoglio. L'amministrazione aveva già manifestato vicinanza alla famiglia, sostenendo le iniziative della fondazione nata per coprire le ingenti spese mediche e per promuovere la cultura del rispetto.

Vederlo sullo schermo dell'Ariston, seppur a distanza, è stato il segno che la solidarietà può davvero abbattere ogni barriera. Paolo ha dimostrato che, anche quando il corpo è prigioniero, il messaggio di un uomo può volare altissimo, trasformando un atto di brutale bullismo in una lezione di vita universale.

Betty Martinelli

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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