La drammatica escalation in Medio Oriente riecheggia anche nelle piazze astigiane. Oggi, domenica 1 marzo, si terrà un presidio in piazza San Secondo a partire dalle 17. La manifestazione è organizzata dalla Rete Asti per la Palestina in sinergia con i movimenti studenteschi locali. La locandina, raffigurante una colomba della pace e diffusa capillarmente sui social, non lascia spazio a interpretazioni: l'obiettivo è opporsi fermamente al recente e massiccio intervento militare condotto dagli Stati Uniti e da Israele in Iran. L'invito alla mobilitazione si chiude con messaggi netti: "Contro ogni imperialismo" e "Contro ogni guerra".

L'escalation internazionale
La chiamata alla piazza arriva nelle ore più tese e drammatiche per la stabilità globale. L'operazione militare congiunta, lanciata tra venerdì e sabato dall'amministrazione del presidente americano Donald Trump e dal governo israeliano, ha infatti colpito duramente Teheran, provocando, secondo le conferme internazionali, la morte della Guida suprema Ali Khamenei. Un'offensiva senza precedenti che ha innescato l'immediata reazione dei Pasdaran iraniani, i quali hanno avviato pesanti rappresaglie missilistiche contro le basi statunitensi nel Golfo Persico e contro il territorio israeliano, portando l'intera regione sull'orlo di un conflitto totale e devastante.
Di fronte a questi venti di guerra, la rete associativa e studentesca locale ha deciso di attivarsi senza indugi. La scelta di piazza San Secondo come luogo di ritrovo non è casuale, rappresentando da sempre il cuore civico della città, uno spazio naturalmente votato al dibattito pubblico e al dissenso democratico. Gli organizzatori chiedono un'immediata cessazione delle ostilità, ribadendo il proprio rifiuto categorico per le logiche belliche che finiscono inevitabilmente per sacrificare le popolazioni civili sull'altare dei fragili equilibri geopolitici e degli interessi di potenza.
Un appello per la pace
Durante il sit-in, il cui inizio è fissato alle 17, sono previsti interventi e riflessioni per analizzare il complesso e preoccupante quadro mediorientale. La richiesta degli attivisti si rivolge direttamente alla comunità internazionale, affinché la diplomazia possa tornare a ricoprire un ruolo centrale prima che venga oltrepassato un tragico punto di non ritorno. Come recita a chiare lettere il manifesto dell'evento: "Contro ogni guerra". Un grido collettivo che Asti unisce alle piazze di tante altre città italiane ed europee che si stanno mobilitando in queste ore di profonda incertezza.










