Lo scoppio della guerra in Iran sta producendo un impatto immediato e profondo sul mercato energetico globale, con ripercussioni che l'Italia si prepara a fronteggiare sotto forma di sensibili rincari nelle bollette di luce e gas. I primi segnali arrivano dagli indici del mercato all'ingrosso: il valore del PUN giornaliero (energia elettrica) è balzato del 60% rispetto a fine febbraio, mentre il PSV (gas naturale) ha registrato un incremento ancora più marcato, pari al 76%.
Per gli utenti finali, specialmente per chi ha sottoscritto tariffe indicizzate o deve attivare nuovi contratti a prezzo fisso, il rischio di una "stangata" è concreto. Anche i clienti in regime di Tutela della vulnerabilità e nel Servizio a Tutele Graduali subiranno gli effetti della crisi, essendo legati a prezzi variabili. Secondo le analisi dell'Osservatorio Segugio.it, bloccare oggi il prezzo dell'energia potrebbe garantire a una famiglia tipo un risparmio superiore ai 300 euro annui, con riduzioni della spesa che possono toccare il 37% per la luce e il 18% per il gas.
Paolo Benazzi, managing director utilities di Segugio.it, spiega che “la situazione è in continua evoluzione e seguirà gli avvenimenti geopolitici e i rimbalzi dei mercati ad essi correlati”. Benazzi sottolinea come i consumatori in regime di tutela siano i più esposti, poiché il prezzo del gas viene aggiornato mensilmente dall'ARERA, recependo rapidamente le tensioni del mercato.
Agricoltura in ginocchio: diesel e concimi fuori controllo
Le tensioni geopolitiche non risparmiano il settore primario, colpendo duramente le aziende agricole locali nel momento cruciale della stagione. Ad Alessandria e Asti, a soli due giorni dall'inizio del conflitto, il gasolio agricolo ha subito un rincaro superiore al 35%, superando la soglia psicologica di un euro al litro rispetto ai precedenti 64 centesimi. Non va meglio per i concimi, il cui costo è lievitato del 40% in brevissimo tempo.
La presidente di Cia Alessandria-Asti, Daniela Ferrando, esprime forte preoccupazione: “In preparazione dei lavori primaverili, questa speculazione si abbatte con forza sugli agricoltori, operatori già in difficoltà per i prezzi mal riconosciuti”,. L'associazione è già impegnata nel richiedere misure compensative urgenti per evitare che il carico economico diventi insostenibile per le imprese.
Alle criticità internazionali si aggiungono le preoccupazioni per le politiche interne. Il direttore Paolo Viarenghi evidenzia la necessità di abbandonare i tagli previsti dal DL Bollette nel settore delle energie rinnovabili agricole. Secondo Viarenghi, senza interventi rapidi, “la situazione inciderà in modo sensibile sulla qualità delle produzioni: le scelte imprenditoriali dovranno necessariamente adeguarsi al contesto”.










