Il salone consiliare della Provincia di Asti ha ospitato un importante vertice dedicato ai piani forestali di indirizzo territoriale (PFIT). L’incontro, promosso dalla Regione Piemonte, segna una tappa fondamentale nel percorso di pianificazione e gestione sostenibile del vasto patrimonio boschivo e pastorale del territorio. Ad accogliere l’assessore regionale alla Montagna e Foreste, Marco Gallo, erano presenti il presidente della Provincia Maurizio Rasero, il consigliere delegato Davide Massaglia, oltre a numerosi sindaci, tecnici e rappresentanti delle istituzioni locali.
I PFIT si configurano come un vero e proprio "piano regolatore dei boschi e dei pascoli". Questi strumenti, che hanno una validità di quindici anni, sono stati ideati per programmare in modo integrato la gestione delle superfici silvopastorali su scala sovracomunale. Un aspetto centrale riguarda la semplificazione burocratica: la Regione coordina l'intero iter amministrativo, sollevando i Comuni da oneri gestionali complessi. L’operazione è supportata da risorse consistenti provenienti dalla strategia forestale nazionale, che ha destinato al Piemonte oltre 12 milioni di euro per potenziare le forme associative tra territori e la tutela dell'ambiente.
Secondo quanto illustrato dall'assessore regionale, questi piani permettono di organizzare un patrimonio che in Piemonte copre oltre il 40% del territorio con i boschi e più del 10% con le praterie. Si tratta di un modello di governance che mira a coniugare la sicurezza del suolo con lo sviluppo economico. Il processo di redazione è aperto e partecipato, coinvolgendo attivamente Unioni montane, enti parco, consorzi e associazioni ambientaliste per garantire una visione condivisa della tutela ambientale.
La Provincia di Asti gioca un ruolo operativo cruciale in questa partita. "I nostri uffici collaborano alla programmazione del piano, un elaborato che rappresenta il futuro dell’ambiente rurale astigiano", commenta il presidente Maurizio Rasero, sottolineando come il progetto sia vitale per lo sviluppo umano ed economico dei territori collinari e di Langa.
L'attenzione resta alta anche sulle specificità produttive della zona, con un occhio di riguardo alla salvaguardia delle eccellenze locali. "L'aggiornamento dei piani è fondamentale per l’attività del tavolo provinciale per le politiche tartufigene", precisa il consigliere Massaglia, ricordando come sia già avviato un confronto serrato con la Regione per la valorizzazione del patrimonio naturale. L’obiettivo finale resta il rafforzamento del presidio territoriale, sostenendo le filiere locali e garantendo la protezione di un ecosistema che è, allo stesso tempo, risorsa economica e identità culturale.










