A una settimana dal voto del 22 e 23 marzo 2026, con cui i cittadini italiani saranno chiamati a esprimersi sulla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, si infittisce il calendario degli incontri pubblici in provincia di Asti. La riforma, già approvata dal Parlamento con la legge costituzionale n. 253 del 30 ottobre 2025, non avendo raggiunto la maggioranza dei due terzi è stata sottoposta a referendum confermativo: non è previsto alcun quorum di partecipazione.
Questo fine settimana, 14 e 15 marzo, sarà l'ultimo utile prima delle urne, e associazioni civili, ordini professionali e partiti politici hanno scelto proprio questi giorni per portare il dibattito nei comuni del territorio.
Sabato 14 marzo, Asti: una serata informativa al teatro della Torretta
Il primo appuntamento è per sabato 14 marzo, dalle 18 alle 19.30, presso il Teatro N.S. Lourdes di Asti. L'incontro vedrà la partecipazione del padre Cesare Sposetti SJ, caporedattore della rivista Aggiornamenti Sociali, e dell'avvocato Matteo Massaia, delegato regionale dell'Azione Cattolica di Piemonte e Valle d'Aosta. Una lettura critica e documentata della riforma, calata nel contesto dei valori della dottrina sociale della Chiesa.
Sabato 14 marzo: banchetto di Forza Italia in piazza Alfieri
In vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, i Giovani di Forza Italia scendono in piazza con un'iniziativa che abbina l'informazione politica alla solidarietà. Sabato 14 marzo, il movimento giovanile azzurro sarà presente in piazza Alfieri con un banchetto per promuovere le ragioni del Sì, illustrando ai cittadini i quattro pilastri della riforma – dalla separazione delle carriere alla velocizzazione dei processi – per una giustizia definita “più garantista e terza”. Parallelamente, il gruppo ha organizzato una raccolta di beni di prima necessità e uova di Pasqua, che saranno devoluti alla Mensa Sociale di Asti. “Scendiamo in piazza non solo per informare su una riforma attesa da decenni, ma anche per dare un segnale concreto di vicinanza alla comunità”, dichiarano i giovani azzurri, sottolineando il legame tra giustizia sociale e dignità della persona.
Sabato 14 marzo, Refrancore: "Perché votare NO al referendum"
Sempre sabato 14, a Refrancore, è in programma l'incontro "Perché votare NO al referendum sulla Separazione delle carriere". Interverranno l'avvocato penalista Guido Cardello, l'avvocato penalista Alberto Pasta e il presidente del Tribunale di Alessandria Paolo Rampini. Modera Gianmarco Coppo, segretario della Federazione P.R.C. di Asti.
Domenica 15 marzo, Portacomaro: il confronto tra SÌ e NO alla Casa dell'Artista
L'unico appuntamento pensato come dibattito tra le due posizioni si terrà domenica 15 marzo alle 17, presso la Casa dell'Artista di Portacomaro. Le ragioni del SÌ saranno portate da Davide Gatti, quelle del NO da Stefano Cotti. Modera Carlo Cerrato.
Lunedì 16 marzo
Alle 18.30, alla Casa del popolo di Asti, Via Brofferio 129 "Le ragioni per un NO sociale".
Se ne parla con:
- Elena Beltramo - USB Giustizia
- Lorenzo Giustolisi - USB Piemonte
- Giulia Druetta - Avvocata del lavoro
- Camillo Goria - Avvocato civilista
- Francesca Bertini - Potere al Popolo Torino
- Erica Chiesa - Cambiare Rotta

Alle 20.45, il dibattito si sposterà al foro boario di San Damiano d'Asti. L'incontro "Perchè votare per una giustizia efficace e giusta" è organizzato dal Comitato Sì Riforma. La serata sarà introdotta da Salvatore Lucisano, responsabile locale del comitato, e vedrà la partecipazione di relatori di spicco. Interverranno infatti l'ex procuratore della Repubblica Luciano Tarditi, l'avvocato Pierpaolo Berardi e il deputato e avvocato Marcello Coppo.

Cosa si vota il 22 e 23 marzo
Il referendum chiede di confermare o respingere la modifica costituzionale che introduce la distinzione formale tra giudici e pubblici ministeri, collocandoli in due carriere separate con propri organi di autogoverno. I sostenitori del SÌ la considerano una conquista di civiltà giuridica; i fautori del NO temono un indebolimento dell'autonomia della magistratura. Senza quorum, ogni voto sarà determinante










