Dopo anni difficili per il comparto del kiwi in Piemonte, segnati da problemi fitosanitari e da una forte riduzione delle superfici coltivate, il settore guarda con interesse alle nuove opportunità offerte dalle varietà a polpa gialla. Tra queste, il kiwi Haegeum rappresenta oggi una delle prospettive più interessanti, grazie a caratteristiche agronomiche e qualitative che stanno attirando l’attenzione dei produttori. Il progetto è al centro delle attività di Orbita, la Società Benefit nata dalla collaborazione lungimirante tra Ortofruit Italia e Lagnasco Group che, in appena un anno di vita, ha messo in campo un lavoro di sperimentazione tecnica e sviluppo di filiera.
Ne parliamo con Gioele Turaglio, agronomo dello staff tecnico di Ortofruit Italia e del team di Orbita.

Turaglio, perché oggi si parla sempre più di kiwi giallo?
«Negli ultimi anni il kiwi a polpa gialla ha conquistato quote di mercato molto importanti a livello internazionale. I consumatori apprezzano molto questo tipo di prodotto per il gusto più dolce e aromatico rispetto al kiwi verde. Questo ha spinto tutta la filiera a investire in nuove varietà che possano garantire qualità, produttività e una buona adattabilità agronomica».
In questo scenario si inserisce il progetto Haegeum. Quali sono le caratteristiche?
«Haegeum è una varietà molto interessante sotto diversi punti di vista. Dal punto di vista agronomico presenta una buona vigoria, produttività elevata e caratteristiche qualitative molto apprezzate dal mercato. Un altro elemento importante è la precocità di raccolta, che permette di entrare sul mercato in una fase particolarmente favorevole dal punto di vista commerciale».
Come si sta muovendo Orbita su questa varietà?
«Il nostro lavoro è partito con una fase di valutazione tecnica e sperimentazione. L’obiettivo è capire come la varietà si comporta nelle condizioni pedoclimatiche del Piemonte e quali siano le tecniche di gestione più adatte. Stiamo raccogliendo dati su produttività, comportamento della pianta, qualità del frutto e gestione agronomica. Questo ci permette di fornire ai produttori indicazioni concrete e affidabili».
Quali sono gli aspetti più interessanti per un produttore che valuta un nuovo impianto?
«Il primo elemento è sicuramente la domanda di mercato, che per il kiwi giallo è molto dinamica. Ma non basta: una varietà deve essere sostenibile anche dal punto di vista agronomico. Per questo il lavoro tecnico è fondamentale. Il nostro obiettivo è accompagnare i produttori nella scelta e nella gestione degli impianti, riducendo il rischio e massimizzando il potenziale produttivo».
Il Piemonte può tornare protagonista nel kiwi?
«Assolutamente sì. Il Piemonte ha una lunga tradizione nel kiwi e competenze tecniche di altissimo livello. Con progetti come questo possiamo riportare il kiwi tra le colture strategiche del territorio, offrendo ai produttori nuove opportunità produttive».
Che ruolo gioca Orbita in questo percorso?
«Orbita nasce proprio con l’idea di mettere insieme competenze tecniche, organizzazione produttiva e visione strategica. In un solo anno siamo riusciti a costruire una squadra che lavora su innovazione varietale, ricerca e sviluppo di filiera. Per un produttore questo significa non essere solo davanti a una nuova coltura, ma poter contare su una struttura tecnica e commerciale organizzata».
Qual è il messaggio per i produttori piemontesi?
«Oggi più che mai il settore ha bisogno di innovazione. Il kiwi giallo rappresenta una possibilità concreta per diversificare e rilanciare alcune aziende. Il nostro invito è di informarsi, confrontarsi e valutare con attenzione queste nuove opportunità. Progetti come quello di Orbita nascono proprio per accompagnare i produttori in questo percorso».
Il lavoro tecnico avviato da Orbita sul kiwi giallo Haegeum è solo all’inizio, ma l’interesse manifestato dai produttori durante l’evento del 10 marzo scorso nel Castello di Lagnasco ha dimostrato che il tema è più attuale che mai. «Quando si parla di innovazione varietale – conclude Turaglio – è fondamentale avere una struttura che accompagni i produttori nelle scelte tecniche. È proprio questo il ruolo che Orbita vuole svolgere: mettere a disposizione competenze, sperimentazione e supporto agronomico per costruire nuove opportunità per il territorio». In un settore che sta cambiando rapidamente, la capacità di anticipare le evoluzioni varietali può diventare un fattore decisivo per la competitività delle aziende agricole. E il kiwi giallo Haegeum potrebbe rappresentare una delle nuove sfide – e opportunità – per la frutticoltura piemontese dei prossimi anni.










