Il Polo Cittattiva Astigiano Albese rinnova i suoi appuntamenti culturali con una serata di grande spessore storico e letterario. Venerdì 20 marzo, alle 21, il castello di Cisterna ospiterà lo storico, saggista e giornalista Gianni Oliva per la presentazione del suo ultimo libro, La prima guerra civile. Rivolte e repressione nel Mezzogiorno dopo l'unità d'Italia, edito da Mondadori. L'autore ne discuterà apertamente con Bruno Quaranta, critico letterario e firma autorevole de La Repubblica, offrendo al pubblico una rilettura attenta e disincantata dei sanguinosi moti postunitari.
Oltre il mito del brigantaggio
L'opera di Gianni Oliva si propone di scardinare le narrazioni convenzionali su uno dei periodi più complessi e dolorosi della nascita del nostro Paese. La sinossi introduttiva chiarisce subito il fulcro della ricerca: "Dopo l'Unità d'Italia, il Mezzogiorno precipita in una sanguinosa guerra civile". L'approccio dello studioso rifiuta categoricamente le semplificazioni della storiografia ufficiale, infatti l'autore avverte: "Etichettare tutti i ribelli come briganti e definire questa contrapposizione una lotta al brigantaggio è un errore". A muovere la drammatica sommossa fu un'irrisolta questione della terra, un fardello insopportabile per le plebi impoverite, le quali finirono per percepire il nuovo Stato sabaudo non come un'opportunità di riscatto civile, ma come un ulteriore e gravoso giogo.
La sproporzione del Regio esercito
Su questo fertile terreno di instabilità sociale trovarono spazio le scorribande di organizzazioni criminali opportuniste, ma anche le astute manovre di agenti borbonici e papalini, il cui unico intento era destabilizzare l'Italia neonata. Dall'altra parte, la giovane classe dirigente liberale, formatasi lontano dai problemi del Sud, scelse la via della dura repressione. Nell'ansia di legittimarsi agli occhi del resto d'Europa, le istituzioni risposero all'emergenza con rastrellamenti, incendi di interi villaggi e fucilazioni sommarie. Il volume ricorda lucidamente come venne mobilitato il Regio esercito in maniera massiccia, scatenando un conflitto senza eguali che, tragicamente, lasciò sul campo più vittime di quante ne avessero mietute le tre guerre di indipendenza messe insieme.
L'incontro si pone come un tassello essenziale per decifrare le radici delle divisioni che ancora oggi attraversano lo Stivale, rifuggendo sia la retorica neoborbonica che i colpevoli silenzi istituzionali. La serata è organizzata in proficua sinergia con l'I.C. S. Damiano d'Asti, il Museo Arti e Mestieri di un Tempo, il Comune di Cisterna d'Asti, la Libreria Il Pellicano, l'Aimc Asti e con il prezioso supporto dell'agente Mario Cielo di Generali Italia. Si ricorda che Gianni Oliva, attualmente presidente del conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, ha trionfato alla 73ª edizione del Premio Bancarella con il suo romanzo d'esordio. L'evento è gratuito e valido per la formazione degli insegnanti di ogni ordine e grado. Per assicurarsi un posto in sala è gradita la prenotazione compilando l'apposito modulo online QUI, mentre per maggiori delucidazioni è possibile scrivere a polocittattiva_formazione@icsandamiano.edu.it.










